Kaos

Mi sono gustato Jeff Goldblum nella parte di Zeus in un Olimpo degli anni sessanta del secolo scorso (i telefoni sono quelli con il disco da girare per comporre i numeri).
La mitologia greca, con gli dei dispettosi, infedeli, vendicativi, pronti a trasformarsi per ottenere i loro luridi scopi, che giocano con gli umani secondo ogni capriccio, che tradiscono senza ritegno, offre una quantità di spunti narrativi dai quali abili sceneggiatori hanno costruito alcuni filoni – qui la discesa all’Ade di Orfeo che vuole riportare in vita Euridice (Eury, ovviamente) – e che non sa di essere strumento di un più vasto complotto di cui non dico ma tanto non sono le trame a rendere piacevole questa serie quando le ambientazioni, i cambi di prospettiva, qualche trucidezza grottesca.
E, sopratutto, è godibile l’interpretazione di Jeff Goldblum, che rende tutte le sfumature di questo Zeus prepotente e bisognoso dell’affetto di chi umilia e tuttavia pieno di dubbi e insicurezze per una profezia che a ogni giro sembra voler significare qualcosa di diverso.
Mi pare quasi certo che ci sarà almeno una seconda serie.











