Un Professore

Convinto da alcuni amici che ne sono quasi entusiasti ho cominciato a vedere questa serie, che mi pare sia già alla terza stagione.
Beh, Alessandro Gasmann è bello e simpatico ma come attore è davvero scarso, poi qui gli hanno tinto i capelli di quel nero che spicca sulla barba invece più credibilmente brizzolata.
Nelle prime tre puntate un bel po’ di stereotipi sono già stati smarcati, mi pare manchi ancora il o la gay e il o la nero/a ma confido arriveranno.
Alcuni comportamenti proprio fuori del mondo, come consigliare, senza saperne niente, alla ragazza lasciata dal figlio di farlo ingelosire, o andare a freddo a casa del ragazzo autistico che da un anno non va a scuola e staccargli la luce per farsi aprire.
Tutto ciò nonostante lo sto guardando e mi chiedo perchè, visto che è già più o meno tutto prevedibile.
La risposta sta proprio nella prevedibiltà delle evoluzioni delle storie, che tranquillizza dall”aspettarsi veri scuotimenti emotivi; so che ci proveranno, a produrli, e so anche che saranno telefonati o arriveranno talmente improvvisi da risultare non credibili.
Insomma, vado ancora un po’ avanti, la sera che preferisco passare un’ora senza sorprese, comunque con le interpretazioni attendibili dei ragazzi e anche di una credibile Claudia Pandolfi.
Sirens

Funziona ormai così: si prende una star – qui ce ne sono due: Julianne More e Kevin Bacon – ci si mettono intorno una quantità di bravi attori e ci si costruisce intorno una storia sconclusionata, inverosimile, purché il tutto si svolga in un posto da ricchissimi in cui le occupazioni principali sono preparare il Gran Gala e salvare gli uccelli feriti.
Ed esibire incoerenza, maldicenza sopraffina, tradimenti a ogni livello e cose così, così tante che comincio quasi a convincermi che forse quelli veri sono pure meno peggio di questi.
Che posso dire? L’ultima puntata di un’ora, la più lunga, è così piena di stupidi colpi di scena e di stronzate a raffica che l’ho trovata divertente.
Mi comincio a preoccupare per me stesso.











