Gestione del tempo

Avere a disposizione strategie efficaci per la gestione del proprio tempo può essere cruciale per favorire il benessere. Ad esempio, il metodo pomodoro per concentrarsi, il metodo Ehisenhower per distinguere urgente da importante. Costruire strategie personalizzate per identificare obiettivi, stabilire priorità e pianificare le attività.

In questo episodio del podcast analizziamo l’equilibrio operativo e il significato relazionale del tempo nel setting attraverso questi nuclei concettuali:

  • Time management per il professionista: Strumenti concreti come la Matrice di Eisenhower e la Tecnica Pomodoro favoriscono la concentrazione e proteggono dall’affanno quotidiano.

  • Il tempo come indicatore relazionale: I ritardi cronici, le disdette frequenti e le richieste di prolungamento non sono banali incidenti di percorso, ma precisi messaggi emotivi del cliente.

  • L’argomento introdotto «sulla porta»: La comparsa di rivelazioni cruciali a pochi istanti dalla fine della seduta richiede fermezza contenitiva e rimando all’incontro successivo.

  • Centratura e recupero energetico: Pratiche respiratorie come il metodo 4-7-8 ristabiliscono la presenza mentale tra un colloquio e l’altro.

La gestione del tempo al centro della supervisione

La dilatazione degli orari o l’ansia di fronte alle urgenze del cliente rivelano spesso una difficoltà del professionista nella custodia dei propri confini. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor decodifichiamo i comportamenti legati al fattore tempo, affinché il setting temporale rimanga una cornice salda e rassicurante per entrambi i contraenti.

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Promozione su web: un’esperienza

Dopo l’episodio su come un counselor può promuoversi sul territorio, prima o poi seguirà un episodio sulla promozione via web, in cui voglio coinvolgere qualche esperto.
Nel frattempo, mi auguro potrà essere utile la parte che di sicuro conosco bene, e cioè quale è stata ed è la mia esperienza su web come counselor.

In questo episodio del podcast approfondiamo la costruzione di una visibilità digitale etica e sostenibile attraverso questi nuclei concettuali:

  • Separazione tra profilo personale e pagina: La pagina professionale garantisce autorevolezza, tutela la riservatezza privata e struttura la comunicazione in modo rigoroso.

  • Distribuzione dei contenuti (cross-posting): La condivisione coordinata su canali diversi (LinkedIn, Instagram, YouTube) moltiplica la visibilità senza moltiplicare lo sforzo redazionale.

  • Il podcast come spazio di valore: La voce e il racconto di casi concreti trasmettono autenticità e creano una connessione profonda con i colleghi e con il pubblico.

  • Costanza e pianificazione editoriale: Il successo della comunicazione online richiede un calendario mensile sostenibile, fondato su contenuti originali e continuità nel tempo.

Costruire la presenza sul web con la supervisione

Comunicare la propria professione sul web comporta interrogativi deontologici sulla riservatezza e sull’immagine del professionista. I nostri gruppi di supervisione per counselor offrono un confronto continuo sui temi dell’identità di ruolo e sostengono ogni partecipante nella definizione di una linea comunicativa autentica, priva di artifici e coerente con la deontologia.

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Promozione professionale

Prima fase avere chiaro chi siamo, che posizione diamo al counseling nella nostra vita, che progetto abbiamo (“Personal branding”); seconda fase far conoscere a quanti più possiamo il nostro progetto (“Networking”) e cominciare a proporre laboratori tematici. Può servire anche, a lato, una pagina su web. Non ci sono scorciatoie, paga il lavoro fatto con passione.

In questo episodio del podcast esaminiamo le strategie pratiche ed etiche per avviare l’attività professionale sul territorio attraverso questi nuclei concettuali:

  • Definizione del ruolo professionale: Una chiarezza preliminare: l’attività di counseling rappresenta l’occupazione esclusiva o una componente integrativa della propria vita lavorativa?

  • Personal branding etico: La valorizzazione delle competenze specifiche e delle passioni autentiche orienta una proposta professionale chiara e credibile sul territorio.

  • La rete dei contatti (networking): La lista delle relazioni attiva il passaparola attraverso la richiesta di pareri e consigli, senza scivolare in modalità di vendita aggressive.

  • I laboratori locali: L’ideazione di incontri ed eventi aperti fa conoscere il counselor alla comunità e crea un contatto diretto con potenziali clienti.

La promozione del counselor e il supporto in supervisione

Avviare la professione e presentarsi sul territorio suscita spesso timori di inadeguatezza e confusione sulle azioni da intraprendere. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor analizziamo i progetti professionali di ciascuno, verifichiamo la sostenibilità del piano d’azione e trasformiamo il confronto tra pari in un acceleratore di autoefficacia e presenza sul campo.

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Relazioni intime non convenzionali (REIN)

Più del 12% degli italiani pratica il BDSM e per oltre il 3% vive relazioni consensualmente non monogame, come per esempio il poliamore (dati da rapporto Censis-Bayer del 2019).
Queste persone hanno spesso difficoltà a essere accolte, senza pregiudizi, dai professionisti delle professioni di aiuto.

In questo episodio del podcast approfondiamo l’accoglienza delle relazioni affettive non convenzionali a partire dal progetto ReIn attraverso questi nuclei concettuali:

  • Decostruzione del concetto di normalità: Superamento dei modelli eteronormativi e accoglienza della pluralità delle configurazioni affettive contemporanee.

  • Non Monogamie Etiche e BDSM: La negoziazione continua, la chiarezza dei patti e il consenso esplicito e consapevole distinguono le scelte consensuali da ogni forma di abuso.

  • Depatologizzazione e ascolto: Il colloquio sospende il pregiudizio moralistico e focalizza l’intervento sui bisogni autentici e sulla gestione della fiducia tra partner.

  • Criteri di accoglienza e invio: La valutazione etica distingue le normali criticità relazionali da vissuti traumatici che richiedono un invio psicoterapeutico.

Le relazioni non convenzionali al centro della supervisione

Accogliere modelli relazionali lontani dalla propria esperienza personale mette a dura prova la neutralità e l’accettazione incondizionata del counselor. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esaminiamo le risonanze personali e i condizionamenti culturali, offrendo uno spazio di formazione continua per accogliere ogni persona senza alcuna distorsione valoriale.

👉 Vuoi allargare le tue competenze e confrontarti su scenari relazionali complessi? Consulta il calendario e i costi della supervisione.

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AI e ChatGPT

Due argomenti, in questo episodio:
● La – cosidetta – Intelligenza Artificiale (AI) potrà rendere obsoleto il lavoro del counselor?
● Possiamo usare in qualche modo – in qualche modo intelligente – ChatGPT?

In questo episodio del podcast analizziamo l’avvento dei modelli linguistici generativi e l’impatto sul lavoro di counseling attraverso questi nuclei concettuali:

  • Da ELIZA ai modelli linguistici moderni: Il confronto storico dimostra che l’efficacia sintattica dei software non equivale a una reale comprensione semantica ed esistenziale.

  • I limiti strutturali dell’algoritmo: L’assenza di corporeità, risonanza affettiva autentica e lettura della comunicazione non verbale rende impossibile sostituire la presenza umana.

  • Uso etico e pratico dello strumento: L’intelligenza artificiale opera validamente come supporto per generare materiale didattico, bozze di laboratori e sintesi concettuali.

  • La vigilanza deontologica: Il professionista vaglia con spirito critico ogni output generato dall’algoritmo e custodisce la centralità della relazione umana.

L’intelligenza artificiale nel counseling e la supervisione etica

L’evoluzione tecnologica solleva interrogativi deontologici inediti: come trattare i testi generati da un chatbot? Quale confine tracciare tra supporto operativo e delega impropria? I nostri gruppi di supervisione per counselor offrono una sede qualificata di confronto per valutare le nuove tecnologie con lucidità, rigore etico e saldo ancoraggio umanistico.

👉 Desideri affrontare le sfide tecnologiche ed etiche con il supporto di una comunità qualificata? Approfondisci a che cosa serve la supervisione.

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Le voci dei protagonisti

Le voci dei counselor protagonisti di questo podcast!
Ascolterete accenti diversi, che testimoniano di territori diversi, sentirete di scuole diverse, di interessi diversi: dall’età evolutiva alla mediazione corporea all’orientamento al lavoro… una bella ricchezza. E ascolterete la convinzione di partecipare a un lavoro collettivo per la crescita del counseling.

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Storie e narrazioni

Il cliente che si rivolge a noi ci narra quel che sta vivendo in quel momento e lo inserisce nella narrazione della sua storia in generale: sempre da una narrazione si parte.

In questo episodio del podcast esploriamo la natura narrativa dell’esperienza umana e il potere trasformativo delle storie attraverso questi nuclei concettuali:

  • Strutture narrative ricorrenti: L’analisi dei copioni svela schemi disfunzionali come il locus of control esterno e le giustificazioni reiterate del cliente.

  • Le narrazioni riparatorie: La rielaborazione della storia personale trasforma eventi dolorosi e fallimenti passati in preziose fonti di apprendimento e resilienza.

  • Disinnesco della colpa primaria: Il colloquio decostruisce la sterile ricerca del colpevole nei conflitti affettivi e apre spazi alla corresponsabilità relazionale.

  • Costruzione delle storie future: L’esplorazione dei desideri autentici orienta l’immaginazione verso scenari di vita inediti e progetti concreti.

L’analisi delle narrazioni nel counseling e in supervisione

I clienti arrivano in seduta imprigionati in racconti rigidi su sé stessi e sul mondo, con il rischio di trascinare anche il professionista nella trama del loro copione. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor impariamo a individuare i presupposti narrativi limitanti e sosteniamo il professionista nel favorire una riscrittura libera ed emancipativa della storia del cliente.

👉 Vuoi imparare a decodificare le strutture narrative dei tuoi clienti? Scopri come commentiamo gli episodi nel gruppo.

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Feedback fenomenologico, figlio di Gordon e Rosenberg?

E’ un concetto fondamentale per una buona comunicazione. Proviamo a riconoscerlo a partire dal “Messaggio Io” di Gordon e dalla Comunicazione Non Violenta” di Rosemberg.

In questo episodio del podcast esaminiamo la restituzione priva di giudizio e la comunicazione efficace attraverso questi nuclei concettuali:

  • Il Messaggio-IO di Thomas Gordon: La sequenza a tre passaggi ancora la comunicazione: descrizione oggettiva del fatto, espressione del proprio sentire e formulazione del bisogno autentico.

  • La Comunicazione Nonviolenta: Il modello di Marshall Rosenberg guida l’osservazione neutra, l’ascolto delle emozioni e la negoziazione di richieste concrete e prive di pretesa.

  • La struttura del feedback fenomenologico: Tre componenti rigorose orientano la restituzione: il fatto osservato, la risonanza interna e l’ipotesi sul vissuto dell’altro.

  • Distinzione tra fatti e proiezioni: L’approccio fenomenologico purifica lo sguardo del counselor da interpretazioni arbitrarie e protegge la neutralità dell’incontro.

Il feedback fenomenologico nella pratica di supervisione

Formulare restituzioni autentiche senza cadere nel giudizio o nell’interpretazione proiettiva costituisce una delle sfide tecniche più complesse. I nostri gruppi di supervisione per counselor offrono una palestra protetta in cui affinare il linguaggio, sperimentare il feedback fenomenologico sui casi portati ed eliminare le scorie interpretative.

👉 Vuoi sperimentare e affinare la tua tecnica di restituzione fenomenologica? Scopri come funziona il gruppo di supervisione.

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Essere counselor – intervista ad Alessandra Caporale

Avere strumenti per connettersi ai propri bisogni, decodificarli, sviluppare il proprio senso critico per fare scelte, progetti concreti, contribuire alla vita della comunità: tutto ciò costituisce la dimensione anche politica del counseling, perché appartiene al riconoscere che tipo di società noi desideriamo.

In questo episodio del podcast approfondiamo l’identità professionale del counselor a partire dal volume di Alessandra Caporale attraverso questi nuclei concettuali:

  • Specificità metodologica del ruolo: Il counseling definisce il proprio perimetro operativo e supera la logica della subordinazione a psicologia e psicoterapia.

  • La prospettiva sistemica e la biosinergia: L’integrazione tra corpo, mente e ambiente relazionale secondo Antony Rose orienta l’intervento verso l’armonia globale della persona.

  • La funzione sociale e politica dell’aiuto: La relazione d’aiuto rifugge la spinta alla conformità passiva e sostiene l’autonomia critica e la consapevolezza del cliente.

  • Un modo di essere professionale: La lezione rogersiana testimonia che la qualità della presenza e l’autenticità personale precedono l’applicazione di qualsiasi tecnica.

L’identità del counselor al vaglio della supervisione

Definire con chiarezza i propri confini professionali previene sovrapposizioni e alimenta la sicurezza operativa. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor riflettiamo sul valore peculiare della nostra identità di ruolo, analizziamo i casi complessi e consolidiamo una postura professionale rigorosa, autonoma e autorevole.

👉 Vuoi consolidare la tua identità professionale insieme a colleghi esperti? Scopri chi partecipa ai nostri gruppi.

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Lavorare con le emozioni: primi cenni.

Che cos’è un’emozione? C’è una definizione univoca? Quante sono le emozioni? Come si riconosce un’emozione? L’emozione viene dalla mente o dal corpo? Che valore ha dare nome a un’emozione?

In questo episodio del podcast approfondiamo la decodifica somatica ed evolutiva della sfera affettiva attraverso questi nuclei concettuali:

  • Radicamento somatico dell’esperienza: La reazione corporea anticipa la comprensione cognitiva e costituisce il primo indicatore autentico del bisogno.

  • La mappa delle emozioni di base: I modelli scientifici di Ekman, Damasio e Plutchik chiariscono l’utilità adattiva di gioia, tristezza, paura e rabbia.

  • Il percorso a cinque passi: Un itinerario chiaro guida il colloquio: rilevare il segnale, localizzarlo nel corpo, nominarlo, indagarne la radice e scegliere un’azione responsabile.

  • Sospensione del giudizio morale: Ogni emozione possiede una legittima funzione protettiva e richiede accoglienza prima di qualunque elaborazione razionale.

Il lavoro con le emozioni nel counseling e in supervisione

I vissuti emotivi intensi portati dal cliente risuonano inevitabilmente nella sensibilità del professionista, provocando talvolta chiusure difensive o identificazioni improprie. I nostri gruppi di supervisione per counselor costituiscono il presidio insostituibile per monitorare queste risonanze interne e salvaguardare una presenza lucida ed empatica.

👉 Vuoi partecipare a uno spazio di supervisione continuativo per affinare la tua presenza professionale? Consulta il calendario e le modalità di iscrizione.

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