Il cliente che parla con l’AI

“Un mese fa mi ha detto di lasciarlo, ieri mi ha detto di perdonarlo: ma a quale versione devo credere?”
In questo episodio affrontiamo il tema del cliente che parla con l’AI. Sempre più spesso i clienti ci portano le loro interazioni con le ormai tante applicazioni disponibili. Come si deve comportare il counselor che vuole essere attento al bisogno del cliente e restare nell’etica professionale quando affronta questa evoluzione tecnologica?

In questo episodio del podcast analizziamo l’impatto della tecnologia e degli assistenti virtuali nella relazione d’aiuto attraverso questi nuclei concettuali:

  • La delega decisionale: L’abitudine a interrogare i chatbot per dirimere scelte affettive ed esistenziali complesse sposta all’esterno il baricentro decisionale del cliente.

  • L’etica e i confini professionali: L’ingresso dello strumento digitale introduce un terzo incomodo nella stanza di colloquio e impone una ridefinizione rigorosa del setting.

  • Sospensione del giudizio e accoglienza: L’esplorazione maieutica dei dialoghi con l’algoritmo accoglie il vissuto della persona ed evita svalutazioni premature dell’esperienza tecnologica.

  • Autonomia e senso critico: L’intervento di counseling restituisce al cliente la piena responsabilità delle scelte e la fiducia nelle proprie risorse personali.

Il cliente che parla con l’AI e il confronto in supervisione

L’irruzione dell’intelligenza artificiale nei colloqui pone interrogativi inediti: come trattare le risposte fornite da un algoritmo senza invalidare la fiducia del cliente? Quale confine tracciare tra supporto tecnologico e fuga dalla responsabilità?

Nei nostri gruppi di supervisione per counselor affrontiamo questi dilemmi emergenti con un confronto aperto tra colleghi, a tutela della dimensione umana e della solidità deontologica della nostra professione.

👉 Vuoi confrontarti su casi complessi e affrontare con sicurezza le sfide attuali della relazione d’aiuto? Approfondisci a che cosa serve la supervisione.

 
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Il counselor evanescente2 (speculativo esoterico)

Nuovo episodio del podcast “Supervisione counseling”. In questo episodio il counselor speculativo e il counselor esoterico.
Quando cliente e counselor colludono per non affrontare la realtà.

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Intelligenza Emotiva – Primi cenni

Una counselor si racconta mentre, con un cliente, cerca di applicare i principi di Goleman: che ci faccio con questa emozione che questo cliente mi ha suscitato? Come mi serve far intervenire la ragione mentre certe emozioni mi fanno sussultare?

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Lavorare con il Cut up

Che cos’è il “Cut up”? 
Una sperimentazione, fra le tante, ideata da William S. Burroughs nel periodo di quella che è detta la Beat generation. Ci scrisse anche due romanzi, a forza di tagliare e ricomporre parole. 
In questo episodio vedremo com possiamo usarla nel counseling.

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Il counselor evanescente (astratto allegorico)

Il counselor evanescente.
In questo episodio il counselor astratto e il counselor allegorico. Quando cliente e counselor colludono per non affrontare la realtà.

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La menopausa

La menopausa è uno dei momenti nella vita di una donna in cui tutto cambia: cambia il corpo, cambiano le emozioni, cambiano anche le relazioni. Si tratta di una fase spesso accompagnata da molte domande e da pochi spazi di ascolto. Vediamo come il counseling può accompagnare questa fase di cambiamento.

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Bianco o Nero. Polarità

Il pensiero manicheo (III secolo dopo Cristo) ha sviluppato il pensiero per cui il mondo è la lotta fra il Bene e il Male, di conseguenza una cosa o è giusta o è sbagliata, o è bianca o è nera.
Il counselor può aiutare il cliente a trovare punti di incontro e anche a integrare parti di sè.

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L’ambivalenza del dono

Fare un regalo è sempre un atto di generosità? Quanto può anche essere un modo di creare un legame, un sistema di obblighi, una strategia per acquisire influenza e prestigio?

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Comunicazione non violenta (2) con il cliente

Un nuovo episodio sulla comunicazione non violenta, stavolta con un esempio, commentato, di come ne possiamo applicare i principi a un colloquio di counseling.

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La Gestalt(2) – La sedia vuota fra psicoterapia e counseling

La sedia vuota, lo strumento più conosciuto della gestalt. Strumento potente, da maneggiare con cura, attenzione, con alcuni limiti importanti. In questo episodio alcuni esempi di come utilizzarlo in modo appropriato da parte dei counselor.

In questo episodio del podcast esaminiamo le tecniche espressive e attive della tradizione gestaltica attraverso questi nuclei concettuali:

  • La tecnica della sedia vuota: La drammatizzazione spaziale permette al cliente di esprimere il proprio sentire e di allenarsi al confronto.

  • Integrazione delle polarità interne: L’alternanza tra ruoli opposti (come dovere e piacere, o vittima e censore) favorisce la ricomposizione.

  • Espressione diretta dell’emozione: Il confronto aperto scioglie i blocchi della retroflessione e restituisce voce a vissuti difficili da esprimere.

  • Custodia del contenitore protetto: Il counselor presidia con fermezza i confini della simulazione, per ancorare l’esperienza alla realtà del qui e ora.

La tecnica della sedia vuota al vaglio della supervisione

L’attivazione di tecniche espressive potenti comporta la responsabilità di presidiare il setting senza provocare catarsi incontrollate o interpretazioni arbitrarie. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor analizziamo l’introduzione della sedia vuota e delle tecniche gestaltiche, con un confronto rigoroso utile a calibrare i tempi, rispettare le difese del cliente e garantire interventi etici ed efficaci.

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