Di Nabokov avevo letto (e riletto) soltanto “Lolita”.
Mentre leggevo “Una risata nel buio” mi chiedevo se fosse stato scritto prima o dopo “Lolita” e se non fosse una sua ossessione quella dell’uomo maturo che perde la testa per – o si fa intortare da: siamo sempre sul limite – una giovanissima.
Ho poi verificato che “Una risata nel buio” è stato scritto vent’anni prima di “Lolita”, e quindi penso lo si possa considerare una specie di prova generale, per i tantissimi punti di contatto che ci sono fra i due romanzi.
È un libro godibile, crudele al punto giusto, mai giudicante nè moralista, con uno sguardo sardonico di fondo che strappa più di un sorriso durante la lettura.
Penso che cercherò altro di Nabokov, magari con un tema di fondo diverso da questo tipo di relazione.
La citazione che segue la dedico agli amanti delle spiegazioni (ci avete fatto caso: funzionano sempre!) basate sulle imperscrutabili volontà dell’Universo:
“𝑈𝑛 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑒 𝑢𝑛 𝑔𝑒𝑚𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑑𝑖 𝑑𝑖𝑎𝑚𝑎𝑛𝑡𝑖 𝑖𝑛 𝑎𝑙𝑡𝑜 𝑚𝑎𝑟𝑒 𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑡’𝑎𝑛𝑛𝑖 𝑑𝑜𝑝𝑜, 𝑛𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑜 𝑒𝑠𝑎𝑡𝑡𝑜 𝑔𝑖𝑜𝑟𝑛𝑜, 𝑎 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑡𝑜 𝑝𝑎𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑣𝑒𝑛𝑒𝑟𝑑𝑖̀, 𝑚𝑎𝑛𝑔𝑖𝑜̀ 𝑢𝑛 𝑔𝑟𝑜𝑠𝑠𝑜 𝑝𝑒𝑠𝑐𝑒… 𝑑𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑎𝑙 𝑞𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑜̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑐’𝑒𝑟𝑎 𝑛𝑒𝑠𝑠𝑢𝑛 𝑑𝑖𝑎𝑚𝑎𝑛𝑡𝑒. 𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑜 𝑒̀ 𝑞𝑢𝑒𝑙𝑙𝑜 𝑐ℎ𝑒 𝑚𝑖 𝑝𝑖𝑎𝑐𝑒 𝑎 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑜𝑠𝑖𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑖𝑛𝑐𝑖𝑑𝑒𝑛𝑧𝑒.”
