Centosessanta pagine ben scritte – per carità, la scrittura di Ammaniti non la discuto – per una storiella che potrebbe essere uscita da un lavoro di gruppo, con il sostegno di AI per i riferimenti mitologici, di una buona terzo liceo classico.
Dispiaciuto di non poterne dire bene, perchè Che la festa cominci mi ha fatto ridere come pochi e Come dio comanda era un gran bel romanzo ma, dopo aver aspettato anni per una nuova opera e aver fatto stampare questa, temo di dover concludere che il mestiere è rimasto ma l’ispirazione si è proprio spenta.
Qui siamo alle prese con una vicenda fanta-mitologica che delle tipicità di Ammaniti ha l’esistenza di qualcuno in qualche modo “costretto” e qualche catastrofe finale, ma che non riesce a decollare, con personaggi azzeppati e senza spessore.
Peccato, davvero peccato
