La coppia: la gestione dei conflitti

Il conflitto è naturale: come possiamo aiutare i nostri i clienti a gestire gli inevitabili momenti di disaccordo come possibilità di crescita e non come fattore di logoramento?
In chiusura, un ricordo di Maura Laurenti. 

In questo episodio del podcast trasformiamo il disaccordo tra partner in un’occasione di confronto costruttivo attraverso questi nuclei concettuali:

  • La natura evolutiva del contrasto: Il litigio non coincide con il fallimento del legame, ma rappresenta un passaggio naturale verso nuovi equilibri e maggiore consapevolezza.

  • La regola del tema unico: La discussione efficace affronta una questione specifica alla volta e rifiuta l’effetto valanga delle recriminazioni sul passato.

  • Superamento della logica della vittoria: La negoziazione matura persegue soluzioni condivise ed elimina la sterile competizione per stabilire chi ha ragione.

  • Il time-out emotivo: L’interruzione concordata del confronto quando l’aggressività sale permette di ritrovare lucidità prima di riprendere il dialogo.

La gestione dei conflitti di coppia in supervisione

Davanti alla violenza verbale o all’esasperazione dei contrasti portati in seduta, il counselor avverte sovente impotenza o la tentazione di arbitrare il litigio. I nostri gruppi di supervisione per counselor offrono una cornice protetta per elaborare l’ansia da conflitto, rafforzare la neutralità dell’intervento e guidare il cliente verso la decodifica dei bisogni nascosti dietro la rabbia.

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La coppia: i confini verso l’esterno

Una coppia vive nella propria intimità e anche nel mondo, sia come coppia che, ciascuno dei partner, individualmente. Ci sono equilibri delicati da trovare con le famiglie di origine, le amicizie, gli eventuali ex partner, le situazioni di socialità, ed è bene che alcuni confini siano chiari.

In questo episodio del podcast esaminiamo la protezione dell’alleanza di coppia dalle pressioni e dalle ingerenze dell’ambiente attraverso questi nuclei concettuali:

  • Le famiglie d’origine e i conflitti di lealtà: L’ingerenza dei genitori mette a rischio il patto tra partner e costringe a dolorose contrapposizioni tra affetti primari e nuovo legame.

  • Amicizie ed ex partner: La frequentazione di reti relazionali pregresse esige trasparenza e accordi espliciti per evitare gelosie distruttive e sospetti.

  • Pressioni lavorative e sociali: Lo stress professionale e le disparità di carriera sottraggono tempo prezioso e drenano l’energia vitale dell’unione.

  • I rituali esclusivi di coppia: La salvaguardia di momenti protetti consolida l’intimità e difende il nucleo affettivo dalle invasioni esterne.

I confini esterni della coppia al vaglio della supervisione

I conflitti di lealtà tra partner e famiglie d’origine sollecitano tematiche sistemiche complesse e provocano spesso un senso di stallo nel cliente. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esaminiamo i mandati familiari invisibili, per sostenere il professionista nell’aiutare il cliente a tracciare confini esterni fermi e rispettosi.

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La coppia: i confini fra i partner

Appena ci innamoriamo sembriamo una cosa sola, piano piano servirà identificare uno spazio per il “Noi” della coppia e gli spazi riservati a ciascuno dei partner. Serviranno determinazione e insieme flessibilità e capacità di adattarsi agli inevitabili cambiamenti.

In questo episodio del podcast approfondiamo la modulazione degli spazi individuali e condivisi nella relazione attraverso questi nuclei concettuali:

  • Dall’innamoramento alla differenziazione: Il modello di Edoardo Giusti illustra il passaggio fisiologico dalla simbiosi iniziale alla riscoperta dell’autonomia personale.

  • La mappa visiva dei cerchi sovrapposti: L’intersezione grafica definisce il territorio comune («Noi») senza cancellare l’integrità dei territori individuali («Io» e «Tu»).

  • La custodia della privacy personale: La violazione di diari, messaggi o telefoni segnala un’ansia di controllo che mina alla radice il patto di fiducia reciproco.

  • Cinque dimensioni di confine: La stabilità del legame richiede limiti chiari a livello emotivo, fisico, temporale, economico e di riservatezza.

I confini interni della coppia in supervisione

I clienti oscillano spesso tra il terrore della solitudine e l’angoscia di soffocamento all’interno del legame. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor analizziamo queste polarità per aiutare il professionista a non farsi schiacciare dalle dinamiche simbiotiche del cliente, a sostegno di una rinegoziazione sana e matura della distanza relazionale.

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La coppia: la comunicazione

Con esempi tratti da brevi brani di film e dall’esperienza di alcuni counselor con i loro clienti, vediamo alcuni degli strumenti con i quali possiamo essere di aiuto ai clienti nel migliorare la comunicazione con i loro partner. 

In questo episodio del podcast analizziamo le cause dei cortocircuiti verbali tra partner e gli strumenti pratici di confronto attraverso questi nuclei concettuali:

  • Il fallimento dell’intesa spontanea: L’analisi dei dialoghi quotidiani svela la pretesa illusoria della lettura del pensiero e le aspettative reciproche taciute.

  • La potenza del Messaggio-IO: La restituzione assertiva sostituisce l’accusa diretta («tu non mi ascolti mai») con l’espressione del vissuto personale («mi sento solo in questo momento»).

  • Il primato del linguaggio non verbale: La postura corporea, il tono di voce e il contatto visivo confermano o smentiscono le parole pronunciate e orientano la qualità del dialogo.

  • La tecnica della clessidra: La turnazione temporale rigorosa garantisce a ciascun partner uno spazio di parola protetto, senza interruzioni né repliche immediate.

La comunicazione di coppia al centro della supervisione

Lavorare sui blocchi comunicativi dei clienti attiva spesso risonanze personali sul nostro modo di gestire il dialogo e il silenzio. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor verifichiamo l’applicazione di strumenti pratici come la clessidra o il Messaggio-IO: questo spazio protetto permette di affinare la guida del colloquio e disinnescare automatismi giudicanti.

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La coppia: episodio introduttivo

Seguiranno altri episodi su aspetti più specifici che riguardano la vita di coppia: le gioie, le difficoltà, i contrasti, le soluzioni, eccetera. Gli episodi sono orientati al lavoro con singoli clienti che portano tematiche di coppia.

In questo episodio del podcast esploriamo le coordinate teoriche e pratiche delle relazioni affettive nel setting individuale attraverso questi nuclei concettuali:

  • L’evoluzione socioculturale del legame: I mutamenti sociali trasformano le aspettative individuali e impongono nuovi modelli di stabilità relazionale.

  • La teoria triangolare di Robert Sternberg: L’equilibrio di coppia poggia su tre vertici distinti: intimità (connessione emotiva), passione (attrazione fisica) e impegno (progetto condiviso a lungo termine).

  • Le combinazioni relazionali: La prevalenza o l’assenza di uno dei tre elementi genera configurazioni affettive specifiche, dall’infatuazione transitoria all’amore consolidato.

  • Le funzioni del legame sano: La relazione costruttiva garantisce supporto reciproco, senso di appartenenza e spazio fertile per la crescita personale di entrambi i partner.

Il funzionamento della coppia nella supervisione

Quando un cliente porta in colloquio la propria crisi affettiva, il professionista rischia di farsi risucchiare dal racconto parziale o di assumere una posizione arbitraria tra i partner. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esaminiamo le mappe teoriche di riferimento, chiariamo la neutralità dell’ascolto e alleniamo la capacità di decodificare quale vertice del triangolo richiede cura ed esplorazione.

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Bisogno, desiderio, motivazione

Sia un bisogno che un desiderio nascono da una mancanza e dalla voglia di “ottenere” qualcosa che non abbiamo. C’è differenza fra bisogno e desiderio? Quanto incide la motivazione sulla capacità di raggiungere il nostro obiettivo?

In questo episodio del podcast definiamo le leve profonde dell’azione umana e la loro rilevanza operativa nel colloquio attraverso questi nuclei concettuali:

  • La distinzione concettuale decisiva: Il bisogno esprime una mancanza primaria e universale, mentre il desiderio costituisce la spinta soggettiva verso una forma specifica di gratificazione.

  • L’evoluzione dei modelli teorici: L’analisi critica della piramide di Maslow si integra con la ricerca di senso di Frankl, le dimensioni ERG di Alderfer e le istanze di McClelland.

  • La teoria dell’autodeterminazione: Il modello di Deci e Ryan individua nei bisogni di competenza, autonomia e relazione la radice della motivazione intrinseca.

  • Dalla chiarezza interna all’azione: L’identificazione del bisogno autentico disinnesca i desideri reattivi o imposti dall’esterno e libera risorse per scelte consapevoli.

Bisogno e desiderio al centro della supervisione

Spesso i clienti portano in seduta desideri confusi o richieste contraddittorie che celano bisogni inascoltati e spingono il counselor verso trappole operative. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor alleniamo la capacità di individuare il bisogno primario sotteso alla domanda del cliente: questo presidio aiuta il professionista a mantenere salda la direzione del lavoro senza cedere a urgenze illusorie.

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Lavorare con il Caviardage

Caviardage? Ci può entrare qualcosa il caviale, solo perchè è nero? E a chi è venuto in mente di annerire parole e frasi, e cancellare immagini, per estrarre quel che nella pagina già c’era e non era visibile?

In questo episodio del podcast analizziamo il potere trasformativo della cancellazione creativa e della poesia visiva attraverso questi nuclei concettuali:

  • Dalla censura all’atto artistico: L’annerimento selettivo del testo a stampa, ispirato all’opera di Tom Phillips, trasforma un vincolo censorio in un’opportunità di illuminazione espressiva.

  • La sottrazione che rivela: L’eliminazione visiva delle parole superflue aggira le difese razionali e fa emergere contenuti emotivi immediati e autentici.

  • Riscrittura delle convinzioni limitanti: L’oscuramento guidato di frasi bloccanti apre la strada alla formulazione attiva di nuovi manifesti personali e valori vitali.

  • Integrazione tra parola e immagine: La contaminazione grafica tra segni a inchiostro e frammenti di testo offre uno spazio sicuro per accogliere sia la parte censoria sia la parte libera del cliente.

Il caviardage nel counseling e la supervisione

L’impiego del caviardage nel colloquio richiede una rigorosa postura di ascolto fenomenologico: il professionista deve astenersi da interpretazioni simboliche arbitrarie e lasciare che sia il cliente ad attribuire significato all’opera prodotta. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor sperimentiamo questi dispositivi creativi tra colleghi, per custodire il rigore del setting e valorizzare l’unicità di ogni percorso.

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Il punto dopo il cuore

Un improvviso “intervento chirurgico maggiore”, la voglia di mantenere la frequenza quindicinale, ed ecco un episodio di passaggio: un ponte verso il prossimo episodio, fra il caviardage e la blackout poetry.

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Lavorare con la Scrittura

La scrittura creativa, esplorare la gratitudine, appuntare i sogni, ripercorrere eventi belli e anche dolorosi, workshop sulla poesia, consolidare i traguardi raggiunti, riorganizzare la gestione del tempo, lettere a se stessi, a personaggi reali o immaginari. 

In questo episodio del podcast esploriamo le molteplici declinazioni della scrittura espressiva nella relazione d’aiuto attraverso questi nuclei concettuali:

  • L’esplorazione dei dialoghi interiori: La parola scritta dà forma visibile alle diverse parti del Sé e permette di chiarire le polarità in conflitto.

  • Pratiche di gratitudine e riconciliazione: Esercizi strutturati come il diario della gratitudine e il mandala del perdono orientano lo sguardo verso risorse affettive costruttive.

  • La mediazione poetica e metaforica: L’uso di parole-stimolo e l’accostamento alle carte Dixit stimolano racconti simbolici capaci di oltrepassare i blocchi cognitivi.

  • Le lettere non spedite della Gestalt: La scrittura di missive immaginarie favorisce l’auto-empatia, l’espressione di emozioni represse e la chiusura di situazioni in sospeso.

La scrittura nel counseling e il confronto in supervisione

L’efficacia degli esercizi di scrittura dipende dal contesto in cui vengono proposti. Una consegna vaga rischia di disorientare il cliente o di trasformarsi in una prova formale. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esaminiamo le produzioni scritte portate nei colloqui, affiniamo le istruzioni operative e valutiamo l’impatto trasformativo di ciascun dispositivo espressivo.

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Lavorare con il Diario

Le esperienze dirette di alcuni counselor nell’uso del diario con i clienti. Uno strumento per aumentare la consapevolezza, esprimere le emozioni, monitorare i progressi, sviluppare nuove abilità, esprimersi creativamente eccetera.

In questo episodio del podcast esploriamo il valore della scrittura autobiografica e riflessiva attraverso questi nuclei concettuali:

  • Libertà espressiva e assenza di vincoli: Il cliente scrive senza preoccupazioni stilistiche o grammaticali, con piena concentrazione sull’autenticità dei propri vissuti.

  • Ancoraggio ai fatti oggettivi: La ricerca della «frase più vera» di Ernest Hemingway riconduce la narrazione alla realtà concreta e allontana interpretazioni arbitrarie.

  • Il metodo autobiografico: L’approccio di Duccio Demetrio trasforma la pagina scritta in uno spazio di distanziamento emotivo, decongestione dallo stress ed elaborazione dei lutti.

  • Monitoraggio dell’autoefficacia: Il riesame dei testi nel tempo permette al cliente di verificare i progressi compiuti e consolidare le proprie conquiste.

L’uso del diario nel counseling e in supervisione

L’introduzione della scrittura nel colloquio richiede sensibilità: imporre compiti a casa può suscitare resistenze o trasformarsi in una prestazione scolastica. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor confrontiamo l’efficacia degli strumenti espressivi, per verificare come e quando proporli a sostegno dell’autonomia del cliente senza violare i suoi ritmi naturali.

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