Cinema

È l’anno in cui un procuratore, sostenuto da un gruppo di giovani legali, riesce a imbastire un processo contro i vertici militari responsabili delle uccisioni, torture, sparizioni durante la dittatura.
È candidato all’oscar, per me non è un film da oscar, perché di impianto processuale tradizionale, senza avventure registiche.
Ma questa è la sua forza, e probabilmente è stata la scelta stilistica di volare basso, senza mai accelerare, a renderlo così potente nel contenuto che trasmette, reso in pieno dalla poche testimonianze che vengono mostrate.
Da non mancare, anche per l’interpretazione perfetta di quel meraviglioso attore che è Ricardo Darin.