Le esperienze dirette di alcuni counselor nell’uso del diario con i clienti. Uno strumento per aumentare la consapevolezza, esprimere le emozioni, monitorare i progressi, sviluppare nuove abilità, esprimersi creativamente eccetera.
In questo episodio del podcast esploriamo il valore della scrittura autobiografica e riflessiva attraverso questi nuclei concettuali:
Libertà espressiva e assenza di vincoli: Il cliente scrive senza preoccupazioni stilistiche o grammaticali, con piena concentrazione sull’autenticità dei propri vissuti.
Ancoraggio ai fatti oggettivi: La ricerca della «frase più vera» di Ernest Hemingway riconduce la narrazione alla realtà concreta e allontana interpretazioni arbitrarie.
Il metodo autobiografico: L’approccio di Duccio Demetrio trasforma la pagina scritta in uno spazio di distanziamento emotivo, decongestione dallo stress ed elaborazione dei lutti.
Monitoraggio dell’autoefficacia: Il riesame dei testi nel tempo permette al cliente di verificare i progressi compiuti e consolidare le proprie conquiste.
L’uso del diario nel counseling e in supervisione
L’introduzione della scrittura nel colloquio richiede sensibilità: imporre compiti a casa può suscitare resistenze o trasformarsi in una prestazione scolastica. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor confrontiamo l’efficacia degli strumenti espressivi, per verificare come e quando proporli a sostegno dell’autonomia del cliente senza violare i suoi ritmi naturali.
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