Argomenti teorici

Il NO nella CNV

Che cosa succede quando il cliente ha fatto tutto secondo i precetti della Comunicazione Non Violenta (CNV) e il risultato finale è un “NO”? Quale può essere l’approccio del counselor?

“Abbandonata” dice che lui mi ha fatto qualcosa. “Tristezza” e “paura” sono mie. Sono quello che provo io, punto.» In questo episodio osserviamo come il counselor possa facilitare il passaggio dalla ferita interpretativa alla presenza corporea e al riconoscimento dei reciproci bisogni.

Nuclei Concettuali La de-costruzione dei “falsi sentimenti”: individuare nel linguaggio del cliente le parole che mascherano un giudizio sull’altro per far emergere i vissuti emotivi autentici. Rifiuto della proposta vs rifiuto della persona: accompagnare a distinguere fra la mancata adesione a una richiesta e il valore del legame affettivo. La CNV come postura e non come tecnica: vivere la relazione non come ricerca di controllo sul risultato, ma come spazio di incontro e curiosità verso i bisogni di entrambi.

Il “no” nella relazione e il confronto in supervisione Quando una persona assistita vive il rifiuto di una richiesta preparata con cura, può portare un senso di fallimento che rischia di risuonare con le insicurezze del counselor: la tentazione immediata potrebbe essere quella di spiegare la teoria o di difendere il metodo. Nei gruppi di supervisione ci alleniamo a riconoscere questi automatismi: impariamo a sostare nella frustrazione del cliente e a mantenere una postura rispettosa dei tempi soggettivi del processo. La supervisione rappresenta il contesto primario in cui affinare questa sensibilità d’ascolto a tutela dell’etica e della qualità della relazione d’aiuto.

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A Valentini

Alessandra Valentini

Faraone2

Giovanni Faraone

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Patrizia Cavaliere