Avere strumenti per connettersi ai propri bisogni, decodificarli, sviluppare il proprio senso critico per fare scelte, progetti concreti, contribuire alla vita della comunità: tutto ciò costituisce la dimensione anche politica del counseling, perché appartiene al riconoscere che tipo di società noi desideriamo.
In questo episodio del podcast approfondiamo l’identità professionale del counselor a partire dal volume di Alessandra Caporale attraverso questi nuclei concettuali:
Specificità metodologica del ruolo: Il counseling definisce il proprio perimetro operativo e supera la logica della subordinazione a psicologia e psicoterapia.
La prospettiva sistemica e la biosinergia: L’integrazione tra corpo, mente e ambiente relazionale secondo Antony Rose orienta l’intervento verso l’armonia globale della persona.
La funzione sociale e politica dell’aiuto: La relazione d’aiuto rifugge la spinta alla conformità passiva e sostiene l’autonomia critica e la consapevolezza del cliente.
Un modo di essere professionale: La lezione rogersiana testimonia che la qualità della presenza e l’autenticità personale precedono l’applicazione di qualsiasi tecnica.
L’identità del counselor al vaglio della supervisione
Definire con chiarezza i propri confini professionali previene sovrapposizioni e alimenta la sicurezza operativa. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor riflettiamo sul valore peculiare della nostra identità di ruolo, analizziamo i casi complessi e consolidiamo una postura professionale rigorosa, autonoma e autorevole.
👉 Vuoi consolidare la tua identità professionale insieme a colleghi esperti? Scopri chi partecipa ai nostri gruppi.
