Le domande chiuse sono quelle che si aspettano una risposta secca: sì/no, per esempio.
Le domande aperte sono quelle che aiutano il cliente a proseguire l’esposizione, ad approfondire.
Ci sono anche domande che, in alcune circostanze, sono “necessarie”.
In questo episodio del podcast ridefiniamo l’uso strategico e deontologico delle domande nel colloquio attraverso questi temi chiave:
Superamento del tabù dell’interrogazione: La prassi rogersiana riconosce la domanda come intervento maieutico e non come giudizio ispettivo.
Domande aperte e domande chiuse: I quesiti aperti allargano la riflessione, mentre le domande chiuse verificano dettagli specifici e circoscritti.
La funzione delle domande necessarie: I chiarimenti fattuali ancorano il dialogo al piano di realtà e completano il quadro oggettivo della situazione.
Equilibrio tra empatia e dati di realtà: La raccolta rigorosa delle informazioni fondamentali protegge l’efficacia del lavoro ed evita fraintendimenti.
Le domande nel counseling al vaglio della supervisione
Il timore di compromettere l’empatia induce talvolta a evitare domande mirate, con il risultato di muoversi a lungo nell’ambiguità. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor analizziamo lo stile di conduzione, affiniamo l’uso dei quesiti operativi e rafforziamo la sicurezza tecnica del professionista[cite: 3].
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