Il follow up

Il follow up è l’incontro che si può fare a distanza di uno o due mesi dalla chiusura di un percorso. C’è chi lo ritiene indispensabile, chi superfluo, chi sostiene debba essere gratuito, chi a pagamento.

  • Funzione e significato del follow-up: Se, quando e perché proporre una verifica dopo circa un paio di mesi dalla fine del percorso.

  • Setting e accordo economico: Incontro gratuito o retribuito? Pacchetto iniziale predefinito o proposta concordata alla chiusura? I diversi orientamenti operativi e deontologici a confronto.

  • Separazione, dipendenza e fiducia: Accogliere il bisogno di rassicurazione di chi fatica a chiudere; evitare che un ulteriore passaggio possa essere avvertito come sfiducia nelle risorse del cliente.

  • La gestione dell’imprevisto: Che cosa fare e quale significato relazionale attribuire al cliente che, dopo aver concordato l’incontro di follow-up, non si presenta e non avvisa per disdire.

Il follow up e il confronto in supervisione

Ogni relazione d’aiuto è unica. Proprio queste situazioni, che intrecciano la tenuta del setting, la gestione del distacco e le risonanze emotive del professionista di fronte al silenzio o all’assenza di un cliente, costituiscono il materiale vivo che affrontiamo nei nostri gruppi di supervisione per counselor. Il confronto tra pari in un contesto protetto permette di mirigare l’ansia da prestazione e ritrovare lucidità operativa.

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