Foto fatte dal cliente, che proponiamo al cliente di fare, in cui c’è solo il cliente, in cui sta con altri, con solo panorami, oggetti, animali… come hai scelto l’inquadratura? Hai un album? Ti ricordi chi l’ha fatta? Se volessi farti conoscere per un amore, un lavoro, quali sceglieresti? Tante idee…
In questo episodio del podcast esploriamo l’impiego della mediazione attraverso immagini fotografiche nella relazione d’aiuto attraverso questi nuclei concettuali:
Il potere evocativo dell’immagine: La dimensione visiva supera le difese verbali e facilita l’accesso a contenuti emotivi profondi.
Foto d’archivio e nuovi scatti: L’album di famiglia illumina la memoria e le matrici relazionali, mentre le foto attuali focalizzano il presente e gli obiettivi futuri.
Osservazione fenomenologica del dettaglio: Lo sguardo maieutico esplora inquadrature, sfondi, elementi centrali e assenze significative senza imporre interpretazioni.
Applicazioni pratiche e genogramma visivo: Il metodo pionieristico di Judy Weiser guida l’utilizzo di fotocollage, autoritratti e ristrutturazioni visive dell’identità.
La mediazione artistica e la fotografia nel counseling
L’uso dei mediatori espressivi richiede grande rigore metodologico per non scivolare in interpretazioni arbitrarie o forzature simboliche. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esaminiamo l’introduzione degli strumenti creativi nella seduta, affinando così la capacità di restare ancorati al dato fenomenologico e al significato attribuito dal cliente.
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