Littrell e il counseling breve

A fine anni ’90 Littrell ha aggregato alcune teorie, e all’insieme ha dato il nome di “Counseling breve”: una serie di indicazioni pratiche su come strutturare un percorso di counseling in pochi incontri.

In questo episodio del podcast esploriamo il modello di John Littrell e l’approccio orientato alla brevità attraverso questi temi chiave:

  • Mappa dello stile professionale: Le cinque polarità metodologiche evidenziano le tendenze spontanee del professionista e ne accrescono la flessibilità.

  • La sequenza a quattro passi: Una struttura lineare guida l’incontro: definizione del problema, esame delle soluzioni tentate, accordo sull’obiettivo e piano d’azione.

  • Analisi delle soluzioni tentate: L’indagine sui fallimenti pregressi interrompe la reiterazione di schemi inefficaci e apre prospettive inedite.

  • Il primato dell’azione pragmatica: L’intervento traduce la consapevolezza interiore in comportamenti concreti e verificabili nel quotidiano.

Modelli di counseling breve e confronto in supervisione

Ogni professionista ha uno stile relazionale preferito, ma la rigidità riduce l’efficacia dell’intervento. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor confrontiamo modelli differenti, valorizziamo le risorse individuali e sperimentiamo strutture operative a beneficio del lavoro sul campo.

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Sei cappelli per pensare (De Bono) con il cliente

“Sei cappelli per pensare” è il libro più noto di Edward De Bono. Noto per aver introdotto il concetto di “pensiero laterale”, la tecnica dei sei cappelli è tuttora uno strumento efficace e di utilizzo relativamente semplice.

In questo episodio del podcast approfondiamo l’uso dei sei cappelli nel colloquio individuale attraverso questi temi chiave.

  • Sblocco della paralisi decisionale: Il metodo sequenziale offre una struttura sicura ai clienti bloccati in scelte esistenziali complesse.

  • Separazione dei piani cognitivi ed emotivi: Il cliente distingue i fatti oggettivi dalle paure catastrofiche, dai nodi affettivi e dalle speranze future.

  • Integrazione delle polarità interiori: L’esplorazione ordinata accoglie sia la parte razionale sia il vissuto emotivo, senza forzare sintesi premature.

  • Flessibilità dello strumento operativo: La tecnica arricchisce la cassetta degli attrezzi del professionista e asseconda il ritmo naturale del colloquio.

Il pensiero laterale nella supervisione del colloquio

Di fronte a un cliente indeciso, l’errore metodologico più comune consiste nell’indicare prematuramente una direzione. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor osserviamo queste dinamiche per verificare la tenuta degli strumenti operativi e restituire al cliente la piena responsabilità delle sue decisioni.

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Sei cappelli per pensare (De Bono) in azienda

“Sei cappelli per pensare” è il libro più noto di Edward De Bono. Noto per aver introdotto il concetto di “pensiero laterale”, la tecnica dei sei cappelli è tuttora uno strumento efficace e di utilizzo relativamente semplice. In questo episodio la vediamo in azienda.

In questo episodio del podcast esaminiamo la facilitazione dei processi decisionali nei contesti organizzativi attraverso questi temi chiave:

  • Il metodo del pensiero parallelo: I sei colori di Edward De Bono orientano l’attenzione del gruppo su una prospettiva per volta ed eliminano le dispute sterili.

  • Mappa rigorosa delle polarità: Distinzione netta tra dati oggettivi (Bianco), vissuti emotivi (Rosso), criticità (Nero), opportunità (Giallo) e soluzioni inedite (Verde).

  • Tutela delle voci non assertive: Il metodo protegge i partecipanti più riservati, argina i conflitti gerarchici e riconosce valore a ogni contributo.

  • La regia del Cappello Blu: Il professionista governa i tempi, stabilisce la sequenza operativa e mantiene saldo il focus dell’incontro.

Gestire i gruppi complessi con i sei cappelli e la supervisione

La facilitazione in contesti organizzativi espone a dinamiche gerarchiche, resistenze e conflitti sotterranei. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor analizziamo questi scenari e affiniamo la postura di regia per condurre processi decisionali equi ed efficaci.

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