La nuova esperienza in Toscana

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Ancora fatti, fatti che confermano il counseling e i counselor.

Gli ordini degli psicologi continuano a dare craniate agli spigoli, prima o poi non potranno che smetterla.


Valleri T

Ha preso il via, in Toscana, la sperimentazione della nuova figura del facilitatore relazionale, un professionista non sanitario che supporta pazienti, familiari e accompagnatori nelle fasi delicate di accesso, orientamento e permanenza nei Pronto Soccorso.

L’Avviso della Regione Toscana, prevedendo espressamente la ricerca di una figura non sanitaria, si è concentrato su una formazione documentata nelle competenze relazionali e comunicative. Puntuale come un orologio è arrivata la contestazione da parte dell’Ordine degli psicologi, il quale ha ovviamente tentato di sostenere che tali incarichi sarebbero dovuti essere riservati a loro iscritti.

Ma siccome la realtà è più forte di certe fantasie, oggi ci ritroviamo counselor e psicologi che lavorano entrambi nei Pronto Soccorso, perché entrambi hanno partecipato alla selezione ed entrambi sono stati scelti in quanto professionisti che hanno dimostrato il possesso di competenze relazionali, comunicative e di ascolto.

E, ancora una volta, l’Attestato di qualità rilasciato ai sensi della Legge 4/2013 ha fatto la differenza.

A Firenze, in particolare, lavorano nei Pronto Soccorso due socie di AssoCounseling: Silvia all’Ospedale Pediatrico Meyer e Virginia a Santa Maria Nuova. E questo è motivo di grande orgoglio e soddisfazione.


Perchè scriviamo sui social ?

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Ce ne dà una chiave Milan Kundera, ne “L’insostenibile leggerezza dell’essere”.


“Tutti abbiamo bisogno che qualcuno ci guardi. A seconda del tipo di sguardo sotto al quale vogliamo vivere potremmo essere suddivisi in quattro categorie:

La prima desidera lo sguardo di un numero infinito di occhi anonimi: un pubblico.

Alla seconda appartengono quelli che per vivere hanno bisogno dello sguardo di molti occhi a loro conosciuti. Sono gli instancabili organizzatori di eventi.

Le terza categoria è quella di chi ha il bisogno di essere davanti agli occhi della persona amata: la loro condizione è pericolosa perchè una volta o l’altra gli occhi della persona amata si chiuderanno e sarà il buio.

La quarta categoria, infine, la più rara, è quella di coloro che vivono sotto allo sguardo immaginario di persone assenti: sono i sognatori.

A quest’ultima categoria appartiene Simon, il figlio del protagonista Tomàs.

Tomàs lo ha lasciato appena nato perchè frutto di un errore.

Da adulto si incontrano e si rendono conto di non avere niente da dirsi.

Da quel momento Simon scrive lunghe lettere al padre e poi, dopo la sua morte, le scrive a una vecchia amante del padre che nemmeno conosce di persona.

“𝙋𝙤𝙞𝙘𝙝𝙚̀ 𝙖𝙫𝙚𝙫𝙖 𝙪𝙣 𝙙𝙞𝙨𝙥𝙚𝙧𝙖𝙩𝙤 𝙗𝙞𝙨𝙤𝙜𝙣𝙤 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙤𝙘𝙘𝙝𝙞𝙤 𝙞𝙢𝙢𝙖𝙜𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙤 𝙘𝙝𝙚 𝙘𝙤𝙣𝙩𝙞𝙣𝙪𝙖𝙨𝙨𝙚 𝙖 𝙤𝙨𝙨𝙚𝙧𝙫𝙖𝙧𝙚 𝙡𝙖 𝙨𝙪𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖”.


IL POTERE E L’ARROGANZA. CHI HA PAURA DEI COUNSELOR ?

L’ordine degli psicologi continua nella sua guerra già persa da tempo.

Assocounseling

l’Ordine degli psicologi tenta di bloccare la Delibera 163/2026 della Regione Emila-Romagna. Una richiesta giuridicamente infondata.

Abbiamo appreso dai social dell’iniziativa dell’Ordine degli psicologi dell’Emilia-Romagna, che ha chiesto la sospensione delle procedure di incarico professionale destinate ai counsellor previste dalla Delibera regionale n. 163/2026 sul rafforzamento della rete dei Centri per la Famiglia.

In sostanza si contesta la presenza stessa della figura professionale del counselor.

Ancora una volta assistiamo a una campagna denigratoria nei confronti dei counsellor, costruita su affermazioni prive di fondamento e su vere e proprie fake già smentite dal quadro normativo e dalla giurisprudenza.

Le associazioni di counseling che aderiscono alla rete UNICO, Unione Italiana del Counselling (AICo, ANCoRe, AProCo, AssoCounseling, CNCP, ENPACO e SICo) sono quindi intervenute formalmente presso la Regione Emilia-Romagna e il Ministero per la Famiglia chiedendo, tramite i propri legali, il rigetto di tale richiesta, perché manifestamente infondata. L’Avviso ministeriale e la Delibera regionale riguardano servizi di ascolto, orientamento e supporto alle famiglie, con particolare attenzione ai bisogni relazionali di genitori, adolescenti e coppie. Si tratta, con evidenza, di un ambito non clinico non sanitario. Proprio per questo la Regione ha correttamente adottato un approccio multi professionale, prevedendo – in via preferenziale – figure che operano nel lavoro sociale e relazionale, quali psicologi, counsellor, educatori professionali, assistenti sociali e altri professionisti specificamente formati.

In questo contesto l’argomentazione avanzata dall’Ordine degli psicologi si fonda su un evidente salto logico: si parte da un intervento sociale e relazionale e lo si trasforma surrettiziamente in attività sanitaria, per rivendicarne poi l’esclusiva, arrivando persino a sostenere che il counseling non sarebbe una professione e che i counsellor non potrebbero esercitarla.

Su questo punto la giurisprudenza é stata ed è tuttora chiarissima.

Il Consiglio di Stato (sentenze n. 545 e 546 del 2019) ha stabilito che 𝐢𝐥 𝐜𝐨𝐮𝐧𝐬𝐞𝐥𝐢𝐧𝐠 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐟𝐞𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐥𝐢𝐛𝐞𝐫𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐞𝐬𝐞𝐫𝐜𝐢𝐭𝐚𝐛𝐢𝐥𝐞 ai sensi della Legge 4/2013 e che 𝐧𝐨𝐧 𝐢𝐧𝐯𝐚𝐝𝐞 𝐥’𝐚𝐦𝐛𝐢𝐭𝐨 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨 𝐧𝐞́ 𝐯𝐢𝐨𝐥𝐚 𝐥𝐞 𝐫𝐢𝐬𝐞𝐫𝐯𝐞 𝐝𝐢 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝐚𝐭𝐭𝐫𝐢𝐛𝐮𝐢𝐭𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐥𝐞𝐠𝐠𝐞 𝟓𝟔/𝟏𝟗𝟖𝟗 𝐚𝐠𝐥𝐢 𝐩𝐬𝐢𝐜𝐨𝐥𝐨𝐠𝐢, limitate alla diagnosi e alla cura.

Il nodo, semmai, è un altro ed è costituito dall’assurda pretesa dell’Ordine degli psicologi di ricondurre ogni dimensione della vita all’ambito sanitario, con l’obiettivo di attribuire alla psicologia un monopolio su tutte le attività della relazione d’aiuto, compresi l’ascolto, il supporto relazionale e l’orientamento. Una posizione che produce effetti distorsivi sul piano istituzionale e concreto, a danno in primo luogo dei cittadini, e che è palesemente lesiva della libera concorrenza tra le professioni.

Non solo: riteniamo inoltre necessario rimarcare la protervia con cui l’Ordine si permette di intervenire sulle scelte della Pubblica Amministrazione e segnatamente del Ministero della Famiglia e della Regione, mostrando ancora una volta la sua ossessione per la professione del counselor, di cui evidentemente appare temerne la concorrenza e la competenza.

Per queste ragioni siamo certi che Regione e Ministero mantengano i Centri per la Famiglia per ciò che sono: luoghi di ascolto, orientamento e supporto alle relazioni, fondati su un approccio multi professionale, di cui anche il counseling fa pienamente parte.

Dialoghi di Poliamore

Un altra iniziativa di Alessandra Valentini-Evoluzione Counseling, che partecipa a uno dei gruppi di supervisione e ad alcuni episodi del podacst di questo sito.


Poliamore2
A Valentini

❤️ Amore che si Moltiplica ❤️

Una collaborazione nata tra me e Sara: due Counselor Sessuologiche che uniscono le loro competenze per creare spazi di Counseling e ascolto dedicati alle relazioni intime non convenzionali, come le non monogamie consapevoli e il BDSM.

Parte così Dialoghi di Poliamore , la nostra prima iniziativa!

Due incontri gratuiti online su Zoom, mercoledì 8 e giovedì 23 aprile dalle 19.30 alle 21. Spazi alla pari, sicuri, di ascolto attivo e confronto per persone curiose o esperte di poliamore.

Dettagli pratici:
🧿 Gratuiti su Zoom
✅ Partecipazione a un solo incontro possibile
🔥 Posti limitati (dopo: lista d’attesa)
💖 Primo di tanti progetti in arrivo dalla nostra collaborazione!
📩 Per info e prenotazioni potete chiamare i numeri riportati nella locandina.
Non vediamo l’ora di dialogare insieme! 💕


Novità per il Counseling !

Questa è proprio una notizia GRANDE per il counseling!

Vale la pena leggere con attenzione il contenuto delle slide.

Assocounseling

Venerdì scorso vi abbiamo annunciato una novità storica per il Counseling in Italia. Oggi entriamo nel merito della misura: cosa prevede, a chi si rivolge, quali obiettivi si pone e quali opportunità apre per professioniste e professionisti del settore.
È un passaggio importante, che riconosce il valore dell’ascolto, della relazione e della prevenzione come strumenti fondamentali per il benessere delle persone e delle comunità.
Scorri le slide per approfondire e capire perchè questa riorganizzazione dei centri per le famiglie rappresenta un punto di svolta nelle politiche di welfare.

Convegno Aspic

In attesa del programma dettagliato, credo sia interesse di tutti sapere che Aspic organizza a Roma, insieme con tutte le Scuole e Istituti di Gestalt (FISIG), l’ottavo convegno/congresso nazionale.


Convegno Aspic

Bisogni Educativi Speciali

Quante parole ci sarebbero volute per spiegare i concetti qui espressi con immagini?


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Come gestite i BES Bisogni Educativi Speciali nella vostra scuola?

Io sono per un modello inclusivo totale, tutti in classe e spiegazione a “girella” che parte dal centro con i concetti base per poi arricchire sempre più il tema con particolarità, approfondimenti, esercizi difficili.

Gioco forza quando un ragazzo arriva ad un ostacolo si ferma e continua a lavorare su quel livello. Dopo qualche ora di lezioni arriviamo a ragazzi che lavorano su esercizi facili mentre altri ascoltano una spiegazione più difficile, ragazzi che fanno compiti diversi in base al livello raggiunto.

Normalmente non vedo alcun senso di superiorità /inferiorità di nessuno per questo doppio binario ma una sana consapevolezza dei propri limiti e delle proprie virtù.

Certo il lavoro per gratificare ciascuno è sempre tosto.

Homo Deus – Breve storia del futuro

Letto nel 2020, sembra aver in gran parte anticipato l’attuale evoluzione delle AI.

” certo possiamo scegliere quali azioni compiere, ma possiamo scegliere quali desideri avere? E se questi sono determinati da processi biochimici in che cosa consiste esattamente la libertà? “

Un concentrato di intelligenza, come ogni volta che un rigoroso esame del presente e del passato induce a porsi domande epocali, senza la pretesa di avere le risposte.
Non riesco a riprodurre i percorsi con i quali Harari arriva ad una serie di – ipotetiche e potenziali, sia ben chiaro – previsioni, cerco di limitarmi ad esporne alcuni assunti.

L’evoluzione tecnologica consente quantomeno di “pensare” che l’immortalità sia possibile, insieme al raggiungimento della felicità, ma questi bei progetti sembrano presupporre un’economia a crescita infinita che probabilmente ci condurrà all’estinzione, per mano di creature superiori all’homo sapiens che noi stessi stiamo cominciando a generare.
Uno degli assunti, mi pare sia proprio il principale, su cui poggiano gli argomenti di Harari è che i neuroscienziati avrebbero dimostrato che non esisterebbero gli individui, ma che ogni essere umano sarebbe costituito di un insiemi di algoritmi, sopratutto biochimici. Ad esempio, le emozioni – “provare” qualcosa – sarebbero prodotte da una serie di algoritmi che sono stati essenziali per lo sviluppo dell’homo sapiens, secondo i principi di Darwin della sopravvivenza del più adatto.

Se “sentire” deriva da algoritmi biochimici, allora anche gli animali “sentono”, e non si può escludere che “entità” di provenienza informatico/elettronica possano/potranno “sentire”. La superiorità dell’homo sapiens è data dalla nostra capacità di collaborare e di farlo con estrema duttilità, a differenza ad esempio delle formiche o delle api,Altra superiorità dell’homo sapiens sta nella capacità di raccontare storie, e dunque di dare un senso al passato, fare previsioni per il futuro. costruire entità immateriali e intersoggettive come il denaro, gli dei, etc, con funzioni rilevantissime nella nostra esistenza.

Fra queste entità, quella che da qualche secolo ha prevalso, è l’umanesimo, che riconosce una serie di diritti fondamentali a ciascun uomo, fra cui la capacità di realizzarsi al meglio. Qui il punto è in che cosa consisterebbe la libertà: di certo possiamo scegliere quali azioni compiere, ma possiamo scegliere quali desideri avere? E se questi sono determinati da processi biochimici in che cosa consiste esattamente la libertà?

L’evoluzione dell’economia, d’altra parte, tende a rendere sempre meno utili i singoli individui, o meglio la massa dei singoli individui, che possiamo constatare come vengono sempre più rapidamente sostituiti da algoritmi non-umani, anche se creati da uomini. Ma a mano a mano che questi nuovi organismi diventano “capaci di apprendere” sempre meno l’intervento umano sarà necessario. Basta pensare alla medicina: una volta immagazzinati una mole sterminata di dati di tutti gli individui, un computer potrà fare nella maggior parte dei casi diagnosi più accurate e proporre terapie più efficaci della maggioranza dei singoli medici.

La nuova religione dell’umanità potrebbe essere basata appunto sui dati. I Datisti sostengono che un computer che conosca la maggior parte delle informazioni significative su di me potrebbe essere in grado di conoscermi meglio di me stesso e di anticipare i miei desideri. Il che è ciò che, in forma ancora largamente grezza, già fanno i vari Google, Facebook, Amazon etc. Non si può perciò escludere che saremo governati “per il nostro bene” da macchine da noi costruite, che si saranno da noi emancipate.

Sicuramente ho tagliato con l’accetta concetti che Harari espone sempre con un interessante corredo storico e scientifico. Difficile condividere la tesi centrale; mi fa tornare alla mente suggestioni liceali / universitarie del Barkley che considerava la realtà come “meri fasci di sensazioni” e l’individuo come “insieme di algoritmi”. Difficile anche confutarla.

Sulla coppia

Un piccolo libro tratto dagli episodi del podcast dedicati alla coppia.

Sintetico, essenziale, utile come traccia di lavoro e per un confronto con il partner.

Nel primo commento alcuni link utili.

Piccola libreria