A che cosa serve

 a cosa serve la supervisione nel counseling

A che cosa serve

RICONOSCI LE TUE EMOZIONI

Sei accompagnato a riconoscere le emozioni che le storie dei clienti suscitano in te. Sviluppi un’autoriflessione continua sulla tua pratica, fondamentale per non confondere il tuo vissuto con quello di chi hai di fronte.

Riconoscere ed esplorare le proprie risonanze emotive previene il burnout e il carico da stress correlato alla relazione d’aiuto.

PROPONI DILEMMI ETICI

Puoi condividere situazioni che richiedono particolare attenzione alle norme e al codice deontologico: il gruppo è il luogo ideale per ragionare insieme e scegliere in modo lucido e responsabile, grazie al riscontro del supervisore e dei colleghi.

VIVI UNO SPAZIO SICURO

Un luogo protetto dove esprimere dubbi, frustrazioni, insicurezze ed essere accompagnato senza giudizio

ATTINGI ALLA FORZA DEL GRUPPO

Incontri colleghi di scuole, esperienze e territori diversi.
Si costruisce nel tempo una rete professionale reale, che ti sostiene e ti arricchisce anche al di fuori degli incontri di supervisione.

CONSOLIDI LA FIDUCIA IN TE STESSO

Attraverso i feedback del supervisore e dei colleghi puoi identificare con maggiore chiarezza le tue aree di miglioramento, i tuoi punti di forza e la consapevolezza delle tue capacità professionali.

Per chi è pensato questo percorso

Per i neodiplomati: osservare come in cui colleghi con maggiore anzianità affrontano i casi velocizza l’apprendimento pratico e riduce l’ansia iniziale.

Per i professionisti esperti: il confronto con stili e approcci eterogenei rinnova lo sguardo ed evita automatismi abitudinari.

Per ogni fase della relazione d’aiuto: il gruppo accoglie le situazioni di stallo, i piccoli dubbi quotidiani, l’esame di percorsi che procedono con successo.

alcune Domande frequenti

● Con quale frequenza si partecipa agli incontri?

Una volta al mese, per i dodici mesi dell’anno. La cadenza regolare garantisce continuità al percorso e permette al gruppo di consolidarsi nel tempo.

● Serve portare un caso ogni volta?

No. La presenza è attiva anche attraverso il solo ascolto e l’osservazione delle dinamiche del gruppo.

● Come gestire l’eventuale disagio a parlare in pubblico?

Il percorso rispetta i ritmi di ciascuno: la partecipazione avviene in modo graduale, senza alcuna forzatura all’esposizione immediata.