Elementi di pratica

Risposte – Il counselor rispettoso

Prime risposte, da parte di counselor esperti, alle domande proposte da counselor agli inizi.
Qui Alessandra e Patrizia si sono chieste come essere sicuri, durante il colloquio, di non essere troppo direttivi con il cliente e di non indirizzarlo, magari involontariamente? Come evitare che il counselor proponga la soluzione al cliente?

In questo episodio del podcast approfondiamo la postura deontologica e metodologica dell’ascolto non direttivo attraverso questi nuclei concettuali:

  • L’eredità di Rollo May: Il rispetto autentico della libertà del cliente fonda la relazione d’aiuto e supera ogni spinta direttiva del professionista.

  • Il divieto delle soluzioni precostituite: Il counselor rinuncia al ruolo di consigliere ed evita di imporre soluzioni personali anche di fronte a situazioni drammatiche.

  • La formulazione delle domande efficaci: L’eliminazione della domanda inquisitoria («perché l’hai fatto?») lascia spazio a quesiti descrittivi che aprono all’auto-esplorazione.

  • La tutela dell’autonomia decisionale: L’astensione dal giudizio restituisce al cliente la piena responsabilità delle proprie scelte e la fiducia nelle proprie risorse.

La postura del counselor rispettoso in supervisione

Davanti a situazioni delicate o scelte controverse del cliente, il professionista avverte spesso l’urgenza di indicare la rotta giusta o di proteggere l’altro dalle conseguenze. Nei nostri gruppi di supervisione per counselor esploriamo queste spinte emotive interne: questo presidio aiuta a disinnescare la tentazione direttiva e a custodire un rispetto incondizionato per i tempi e l’autonomia della persona.

👉 Vuoi verificare la tua postura non direttiva in un contesto di confronto protetto? Approfondisci a che cosa serve la supervisione.