LibriSchermi


Scrivere una frase perfetta, sabbiata più che levigata, che arrivi alla pelle senza graffiare nè scivolarci.

Ci vorrebbe un poeta, a scegliere i suoni di parole inaccostabili: ossimori o melodie dodecafoniche?

Come glielo puoi dire?

A chi vuoi dirlo?

A che ti sarà servito averlo detto?

Come ti farà vivere meglio questa insensatezza che ci impegnamo, sapendone l’inutilità, ad accogliere bonariamente?