Mi fu regalato tanti anni fa, appena uscito. Lo lessi e oggi ne ho solo un ricordo confuso.
Mi dovette piacere, perchè subito dopo lessi, sempre di Paul Auster, “La musica del caso”, che invece ricordo piuttosto bene.
Più di recente ho letto Baumgartner, il suo ultimo romanzo, e così, quando me lo sono trovato davanti, in libreria, ho deciso di rileggere “Trilogia di New York”, che è come se mi fosse rimasto qualcosa di irrisolto.
E, infatti, mi toccherà stare molto attento, perchè nelle prime cinque pagine sappiamo che il protagonista, Quinn, è uno scrittore che ha lasciato la buona letteratura e che ormai per vivere scrive gialli seriali, uno all’anno. Quinn scrive con lo pseudonimo di William Wilson e si è ormai immedesimato in Max Work, l’investigatore privato protagonista dei romanzi di William Wilson.
E così siamo già a tre protagonisti potenziali, quando alla voce narrante arriva una telefonata di qualcuno che vuole parlare con l’investigatore privato Paul Auster.
Sono molto curioso.










