Commedia

Una di quelle serie delle quali un po’ mi vergogno a dire che me la sono goduta.
Otto episodi in un albergo lussuosissimo, stavolta in Thailandia, in un posto ovviamente meraviglioso di mare e natura.

Quindi un insieme di ricchi e riccastri e alcuni forse delinquenti e alcuni delinquenti sicuri che nelle prime puntate se la godono tutti alla grande, fra tresche varie.
Peraltro, nei primi minuti della prima puntata siamo dentro a una sparatoria che sappiamo sarà l’episodio centrale dell’epilogo.

Le tre quasi cinquantenni della foto sono le più spassose, amiche per la pelle da quando andavano a scuola che adesso appena si ritrovano in due, in qualsiasi combinazione, sparlano della terza assente, salvo scontri e riappacificazioni.
Poi c’è la bella famiglia di ricchi che sta lì per accompagnare la figlia ventenne che sta facendo la tesi su un monastero buddista.

Una signora nera che aspetta il figlio da Harvard, che casualmente incontra un tipo che ha conosciuto in passato e vecchie storie riemergono.
Infine, la coppia che sembra più male assortita – lei molto più giovane e innamorata della tristezza di quest’uomo trasandato mezzo delinquente – alla fine sembrerà la meno malata di questa umanità pessima che coinvolge anche buona parte, con poche eccezioni, del personale ossequioso.

Che posso dire, a mia discolpa? Che i personaggi sono tutti molto ma molto ben caratterizzati senza che nessuno diventi una macchietta, che osservare i ricchi e potenti nelle loro miserie forse ci fa sentire migliori, e comunque si tratta di un prodotto confezionato alla perfezione, e ci aggiungo una musica perfetta per quanto è fastidiosa il giusto.