Giallo - Poliziesco

Miniserie di spionaggio in sei episodi.

La protagonista – interpretata da Elisabeth Moss, che ho visto per la prima volta in Mad Men e poi ne Il racconto dell’ancella e anche, in una parte minore, nell’ottimo The square, e che è sempre più brava – è un’agente segreta inglese che ha la particolare capacità di entrare immediatamente in profonda empatia quasi con chiunque.

Il suo lavoro, perciò, è di capire se una donna, che vive in un campo profughi fra Siria e Turchia, è una pericolosissima terrorista dell’ISIS o una che conta poco e si è solo persa in fantasie rivoluzionarie.Il racconto si snoda fra servizi segreti francesi, CIA, terroristi che preparano un attentato micidiale, come in ogni spy story ben girata.

La (quasi) originalità sta nella relazione che si stabilisce fra le due donne, sempre sull’orlo della verità, della menzogna, dell’empatia vera o manipolatoria.

L’episodio finale ha qualche colpo di scena di troppo e qualche scarsa verosimiglianza ma la bravura della Moss, e anche della regia, ci mantiene attenti a ciò che succede come se fosse realistico.

Ne vale la pena, anche perchè in sei episodi non c’è tanta occasione di allungare il brodo come ormai tanti tendono a fare.