Metti due eccellenti attori e una serie abbastanza cervellotica e sconclusionata fra terre rare in Afganistan, russi, cinesi, CIA etc diventa uno spettacolo accettabile, a patto di non cercare verosimiglianza e di godersi, soprattutto, l’interpretazione di Jeff Bridge.
Sì, quello, fra l’altro, di Una calibro 20 per lo specialista e del Drugo de Il grande Lebonsky, qui nell’inedita parte di killer spietato.
