Trier è il regista de “La persona peggiore del mondo” e qui c’è anche la stessa attrice.
Un importante regista, anziano, che vuole fare un ultimo film, due figlie che con lui hanno un rapporto difficile.
La sceneggiatura di questo film che ripercorre antiche vicende familiari, storie dell’occupazione nazista, e che si intreccia con le storie del presente, fino a confonderci e ogni volta a riportarci sulla strada giusta con una leggerezza drammatica, fino all’ultima scena.
La storia non la posso raccontare, dico solo che è uno di quei rari film “poco cinematografici” – l’opposto di Sorrentino, che pure amo, ma dico per capirci – fatti di parole e sguardi e di una sceneggiatura perfetta e di quella lentezza intensa che non ti fa avvertire le due ore e un quarto che dura e anzi vorresti che continuasse.
Andrò a cercare gli altri suoi film, questo è da vedere assolutamente.










