Cinema

In questo film uscito nel 1990, Martin Scorsese ci racconta il crimine organizzato americano senza filtri, senza mitologie consolatorie e senza romanticismi inutili.

La scelta di coinvolgere Pileggi (autore del libro “Wiseguy” da cui è tratto il film) direttamente nella sceneggiatura è fondamentale. La scrittura mantiene il rigore quasi documentaristico del libro, ma viene attraversata dallo stile del regista: montaggio rapidissimo, voice over costante, colonna sonora onnipresente.
La storia di Henry Hill diventa così una lente per osservare un intero sistema criminale che vive di abitudini, privilegi e illusioni di potere.

Henry Hill (Ray Liotta) non è un boss e non lo sarà mai. È un ragazzo del quartiere che sogna una cosa sola: contare qualcosa. Vuole saltare la fila, parcheggiare in doppia fila senza prendere multe, entrare nei locali dal retro come un re. È un desiderio di status, non di potere assoluto. Ed è proprio questo a rendere il film così inquietantemente realistico.

Non lo avevo mai visto intero.
Ho riparato a una mancanza imperdonabile.

Un film obbligatorio, per chi ama il cinema.