E finalmente Prime mi ha regalato “Ombre rosse” in originale con sottotitoli.
Non so tanto di storia del cinema, ma non stento a credere che Ombre rosse sia mi pare unanimemente considerato un capolavoro.
Riprese che adesso le mettono pure al saggio di regia, come quelle rasoterra al passare dei cavalli e della diligenza, immagino allora fossero invenzioni di John Ford.
Il viaggio di una diligenza su un territorio controllato da Apache aggressivi, i personaggi prototipo che viaggiano, l’amore, la vendetta, la viltà, il coraggio, il perbenismo… tutti i caratteri scolpiti con pochi tocchi e dialoghi minimi… un film avvincente ancora oggi, alla faccia di tutti i political correct che chissà che ne diranno nelle scuole di cinema della california e di NY.
E il finale: un duello annunciato per tutto il film che si risolve con l’inquadratura che si ferma prima che il nostro eroe tocchi terra con fucile in mano e nell’inquadratura successiva il cattivo entra in piedi nel saloon per stramazzare subito dopo.
L’abbiamo visto mille volte, no? questo trucco di farci credere il peggio e poi farci fare un sospiro di sollievo, non so se qui è stata la prima volta, ma certo era efficace.
E, infine, quando arriva al galoppo il settimo cavalleggeri con la tromba pe-pe, pe-pe, pe-pe-perè-pepè, con tutti soldatini eleganti senza un grammo di polvere addosso, che vi devo dire? Anche se lo sapevo che sarebbe andata così, ho esultato.
Assolutamente da non mancare.
