La regge tutta lei, Pilar Fogliati, sempre brava che fra Romantiche e Odio il Natale 1 comincia però, con mossette e occhioni, a sfiorare il gigionismo.
Odio il Natale 2 è la storia di questa Gianna fra tre o quattro fidanzati, innamorati, ex fidanzati, spasimanti e così via che non sa a chi dare i resti e combina un po’ di casini.
Si svolge a Chioggia, che ricordo un bel posto ma qui l’hanno addobbata di luminarie stucchevoli come se volessero farla più bella di Venezia.
Le tre amiche (due sono sorelle) nella foto se fossero quattro potrebbero essere una versione soft, molto soft, un sacco soft, di Sex and the city, senza che mai graffino nemmeno poco poco.
L’ultimo episodio sembra uno di quei gialli in cui uno dopo l’altro viene proposto in sequenza allo spettatore “questo è l’assassino” e ogni volta non è quello fino all’ultimo che è quello. Qui al posto dei possibili assassini ci sono i possibili fidanzati che, per quanto Gianna possa essere carina e gentile, all’ultimo viene da dirgli ma ti rendi conto di dove ti sei andato a cacciare?
Episodi di 20/30 minuti, gradevolini, sei puntate pure un tantino stiracchiate.
Se po’ vedè, giusto se po’ vedè, nientedechè.
Pilar Fogliati mi pare abbastanza brava da poterle augurare di uscire dal ruolo che finora si è o le hanno cucito addosso.
