Su Prime ancora solo per una decina di giorni, sarebbe un peccato farselo scappare.
Un film delicato e intenso, padre e figlia che vivono nei boschi perchè lui è reduce da qualche guerra che gli ha lasciato incubi, la madre di lei e morta che lei era così piccola che non se la ricorda.
Ci stanno bene, ma la legge non lo permette, e tuttavia ci sono strutture di accoglienza e sostegno benevole ma lui non può adattarsi e così riprendono a cercare un posto nei boschi ma intanto lei è entrata in contatto con mondi diversi.
È anche un’occasione, il film, per entrare in contatto con quella parte di America marginale, solidale, fra chi dà loro un passaggio su camion enormi e chi vive in accampamenti di roulotte fra i boschi.
È, infine, un racconto di formazione ed emancipazione, in cui il padre non arriva, come ne “La strada”, ad essere costretto a sacrificare per la figlia la propria vita, e tuttavia non è, tragicamente, in grado di fare scelte diverse dal rifugiare i propri incubi nella natura più ostile e selvaggia.
