Cinema

Ho rivisto dopo tanti anni “L’anno del dragone”.
Michael Cimino era davvero un grande, e Mickey Rourke era bellissimo, oltre che bravo, se pure un tantino gigione.
La storia è del solito poliziotto efficace ma che non rispetta le regole, che ha deciso di rifarsi del Vietnam prendendosela con le storiche camarille di Chinatown, rispetto alle quali tutti gli dicono che farebbe meglio a lasciare le cose come stanno.
Fin qui niente di originale.
Nemmeno è originale la storia d’amore con l’intraprendente reporter di origine cinese.
Nelle scene di azione Mickey Rourke si muove come un supereroe di quelli che le pallottole comunque sì e no lo sfiorano.
Intorno a lui, invece, cadono le persone più care, e così l’eroe diventa un eroe tragico.
“L’anno del dragone” arrivò cinque anni dopo quel capolavoro che fu “I cancelli del cielo”, i cui costi mandarono in rovina la casa di produzione, e solo per questo gli perdono il minuto finale, che posso immaginare imposto dalla produzione e che stona con tutto il film.
Cimino vale la pena vederlo tutto.