Cinema

Il titolo non ha molto senso, perchè la protagonista è una donna di trent’anni che non sa quello che vuole (figli? quale lavoro? fedeltà? etc) e dunque direi la persona più normale del mondo, perchè la peggiore? Forse per indurre lo spettatore a un pregiudizio in modo che possa emotivamente spostarsi, fra l’uno e l’altro dei 12 capitoli del film, da”ammazza quanto è stronza” a “però tutto sommato è solo una donna libera con le sue incertezze”.
Il film si fa seguire, con qualche lentezza, ed è un film di parole, in cui le immagini sembrano solo al servizio delle parole.
Tranne la bella scena dei due che si conoscono, ciascuno fedele nella propria coppia, e giocano a fino a dove possono spingersi senza violare il patto di fedeltà.
Alla fine, tanta ma tanta tristezza sparsa, pure con delicatezza, ma a piene mani.