Una bella serie che si svolge ad Anversa, nel distretto dei diamanti, fra importatori e tagliatori di diamanti. La maggior parte delle società che gestiscono questo commercio sono di proprietà di famiglie ebree ultra-ortodosse.
I Wolfson sono una di queste.
L’intreccio è tradizionale: un figlio sciamannato che si è indebitato con la mafia albanese, un figliol prodigo che torna nel momento più difficile, da qui minacce, ricatti, una poliziotta inflessibile, la politica che vuole appianare gli scandali prima possibile perchè quel commercio è troppo importante per quella città.
La parte interessante sta nell’ambientazione familiare, nell’etica degli affari rigidissima eppure continuamente violata per gli stati di necessità che si avvicendano e sovrappongono, nelle storie d’amore dove i sentimenti non possono essere mostrati e così cresce la tensione erotica, che non ha mai bisogno di essere mostrata.
In un ambiente in cui anche a un matrimonio le donne pranzano in una stanza separata e lì ballano fra di loro.
Sono queste serie, eccentriche – versione originale fra fiammingo, yiddish, inglese, francese – rispetto ai soliti Usa e pure England che ancora offrono sprazzi di originalità, quantomeno per l’ambientazione.
La storia, come dicevo, classica, e molto ben raccontata. Vale la pena vederla.
