Cinema

Questi due inguaribili smandruppati, cinquantenni troppo vecchi per crescere, alla ricerca dell’amico – il genio – di ritorno dall’Argentina per recuperare il tesoro, caricano il Jean Louis Trintignant della situazione – restio, ma senza che gli tocchi la brutta fine che ne Il sorpasso – sulla Jaguar che ha conosciuto altri splendori in un on the road lungo le province venete, fra ville decadute, locali dove cucinano le migliori lumache del mondo e gioielli architettonici conosciuti solo da turisti giapponesi. Fa riconciliare con il cinema italiano, questa storia con protagonisti che finalmente non si guardano l’ombelico dei loro tormenti interiori.

Attori a me sconosciuti, Sergio Romano e Pierpaolo Capovilla, bravissimi nel rendere credibili mondi che non ho mai incontrato, regia misurata e finalmente con tocchi di originalità ma senza quelle estenuanti ricerche di “inquadrature belle” a ogni costo.
Il regista è Francesco Sossai, al suo secondo film: spero che continui su questa strada.