Cinema

DICO SOLO ANDATECI ! Sopratutto se siete di un’altra generazione.
Perchè la storia non si può fare con i se?

A un giorno di distanza, qualche considerazione. Moretti come il Tarantino di Bastardi senza gloria e di C’era una volta Hollywood: la storia si può fare con i se. La storia è sempre che cosa ce ne facciamo oggi. Sono di oggi i volti degli attori che sfilano alla fine, la faccia felice:
Giulia Lazzarini come una staffetta partigiana, Renato Carpentieri, il sempre spiritato Dario Cantarelli, Alba Rohrwacher radiosa e altri che non ricordo, credo presenti nei suoi altri film. È infatti un compendio, artistico e politico, di tutta la sua opera.

È un film morale, come tutti i suoi film, dello splendido quarantenne che andava alle manifestazioni e non gridava slogan violenti, allo splendido settantenne che non vuole il ritratto di Stalin nella sezione del PCI del suo film, anche se nelle sezioni vere c’era.
Le idiosincrasie per i piedi e le scarpe come in Bianca, il furore per la violenza gratuita nei film, dalla lettura integrale della recensione di Henry pioggia di sangue (ancora in Bianca?) alla spiegazione della moralità o immoralità di un’inquadratura, ottenuta con il solo racconto di una scena di Kieślowski. Fino a riconoscere che la violenza di Scorzese è quella di un genio ma, purtroppo, non se la può far spiegare perchè risponde la segreteria telefonica.

E l’amore, che si dispiega in tutte le sua forme, dall’omosessuale discriminato in sezione, alla coppia giovane ragazza vecchio che tuttavia si amano, alla coppia con quarant’anni di storia che sembra perfetta ma non funziona, alla nascita in diretta del sentimento fra i protagonisti.
Il film nel film: ci hanno provato in tanti, qualcuno ci è riuscito, qui è la perfezione di equilibrio fra i tanti piani.

Infine, riesce anche, con canzoni e coreografie, a realizzare il musical che almeno da Caro diario (forse prima?) si propone. Un film perfetto, commovente e divertente, un piacere per l’intelligenza e per l’etica connessa all’estetica.
Bravo Nanni Moretti, bravo bravo,