Ho scelto l’immagine in cui si vedono i tre amici, cresciuti insieme da ragazzini che poi prendono strade del tutto diverse ma restando sempre in contatto.
Poteva essere, questa amicizia, la cifra del film, comunque un buon film, ma la sceneggiatura – si riconosce il Petraglia de La meglio gioventù, di Romanzo criminale e di tantissimi altri film – ha puntato tutto sul personaggio interpretato da Pietro Castellitto, bravo ma che sembra fare sempre un pezzetto di sè stesso, e credo si sia persa l’occasione di far diventare corale un bel racconto.
Bravi tutti gli interpreti, bella la storia che intreccia credibilmente la criminalità romana degli anni settanta, le brigate rosse e i servizi segreti; i fascisti restano un po’ sullo sfondo e invece nella realtà erano in prima linea.
Vale la pena.










