Drammatico - Storico

Nicole Kidman brava come sempre. E bravi tutti gli altri attori e attrici.
Per chi è interessato alla vita degli expats – ricchi americani, indiani, thailandesi –
a Hong Kong, con belle case e cameriere filippine, questa è la serie.

Mi sono fatto convincere che erano quattro episodi di meno di un’ora, e non dico il nervoso quando scopro che, dopo che un bambino – il terzo di tre figli di NK – è stato perso in un mercato affollato, alla fine del quarto episodio non si capisce se il bambino all’obitorio è o non è quel bambino.

La storia è in sostanza quella di Bambini nel tempo, di McEwan.Poi, sorpresa:
una recensione annuncia che dopo pochi giorni sarebbe uscito il quinto episodio, e allora sì che…
Arriva il quinto episodio, mi aspetto che finalmente si sciolga qualche nodo, ma non va più di moda chiudere le storie. In quest’ultimo episodio, dunque, che dura come un film, ci viene mostrata Hong Kong sotto al diluvio mentre vengono represse le manifestazioni anti cinesi e i nostri eroi sfilacciano coppie, rovinano amicizie, e non succede un cazzo di niente se non l’ inzeppamento di inutili storie parallele del pastore metodista, della madre dell’amica indiana, e ti pare poteva mancare il bacio fra due non protagoniste di cui una incinta del marito dell’amica di NK?
Non ho fatto capire niente?

È vero. Infatti, non c’è niente da capire, la scomparsa del bambino è solo un pretesto per mostrarci quel pezzetto marginale di mondo di gente ricca e che vive male.
Un nervoso, ma un nervoso…