Tre tennisti, tutti e tre potenziali campioni.
Il tema sembra essere il triangolo perchè i due ragazzi sono entrambi innamorati della ragazza, che prima sta con uno – tennisticamente il più dotato ma che non ha continuità – ma poi sposa l’altro, di cui diviene anche la coach, che invece s’impegna e diventa molto molto bravo ma non un campione.
Resa molto bene la rivalità sportiva e insieme l’amicizia, così come il dubbio permanente: “…sono stato scelto come uomo o come tennista dal grande potenziale sul quale mia moglie ha proiettato la carriera che un grave infortunio le ha impedito di avere?”.
Ben girato, attori espressivi, regia che tuttavia “si vede”, e infine quello che dovrebbe essere il grande inaspettato e invece arriva come pegno da pagare: i due credono di essere innamorati della stessa donna, ma in realtà sono innamorati l’uno dell’altro: insopportabile, come ormai in tutti i film di Ferzan Özpetek.
Peccato, due bravi registi piegati all’ideologia.
