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Sono stato a un battesimo, chiesa di periferia, fra verde e superstrade.

Il parroco che celebra la funzione è un uomo sanguigno, che spiega ogni singolo passaggio della liturgia e così si propone di dare senso all’intera cerimonia.

Quando arriva alla funzione di madrina e padrino insiste sul fatto che devono vigilare sui genitori se questi non si comportassero bene e anche su quanto sia importante scegliere bene madrina e padrino, perché meno male che c’è don X nella parrocchia qui vicino che è un esorcista, che quando sono capitati madrina e padrino pericolosi, che trafficavano con amuleti e cose simili, abbiamo dovuto farlo intervenire sul bambino, e per fortuna che stava ancora alle elementari e non è stato troppo complicato liberarlo dal male.

Quando poi spiega che il battesimo è il primo esorcismo, perché libera dal peccato originale, un gelo si trasmette fra i presenti ma alla fine va tutto liscio.

Gli esorcismi saranno poi uno degli argomenti di conversazione del rinfresco successivo, nel giardino di una delle villette racchiuse in un quartierino isolato, dove vivono fratelli sorelle cugini di una famiglia allargata che avuto la lungimiranza di comprarne una porzione e di costruirci.

L’ambiente è molto piacevole, il catering ottimo, l’atmosfera rilassata, con i ragazzini che hanno a disposizione un bigliardino e uno spazio aperto dove giocare a palla.

Mi guardo intorno, cerco di individuare in che tipo di sceneggiatura sono capitato.

Un film di Muccino? No, perché non vedo nessun segnale di tresche nascoste, che poi non si può mai sapere ma insomma sembrano tutti davvero rilassati e collaborativi.

Nemmeno un film di Virzì, perché le convinzioni non sono esibite e quel poco che emerge è del tutto moderato da battute innocue e pure divertenti e anzi con una certa attenzione delle parti femminili a temperare a priori se qualche maschio volesse eccedere.

Insomma, un mondo normale di persone con un certo agio senza ricchezze da esibire. Del quale, per storia e censo e familiarità, dovrei serenamente sentirmi parte.

E, invece, irrimediabilmente: no.