Povere Creature

La storia è una storia atroce, che racconto soltanto per l’inizio: un medico (William Dafoe) con la faccia del mostro di Frankestein ha recuperato il corpo di una giovane donna che si è suicidata buttandosi a fiume. Non era ancora del tutto morta, ed è riuscito a rivitalizzarla sostituendone il cervello con quello di un neonato.
Fin qui saremmo in un film dell’orrore.
E invece Lanthimos, i cui precedenti film sono piuttosto urticanti (in “The lobster” mostra un mondo in cui è vietato essere single) ne tira fuori una quantità di metafore e parabole sull’amore, sulle relazioni, sul sesso come conoscenza, sulla riappropriazione del bambino interiore, sulla gelosia, sulla vendita del proprio corpo e qualcosa mi sarà di sicuro sfuggito perchè è di una pienezza abbagliante.
Il tono straniato con il quale recita la protagonista Emma Stone, le sue osservazioni “da bambino” e quindi indicibili e vere, ci mantengono emotivamente distanti dalle nefandezze che scorrono e che comunque non cercano mai di toccarci le budella.
Invece, una scenografia lussureggiante – voglio proprio vedere se non prende l’Oscar per la scenografia! – e fiabesca, con meravigliose macchine volanti nel cielo di Lisbona e un battello tondeggiante su sfondo di fuoco, ci mantiene nel registro della favola.
La scena del ballo di gala basterebbe da sola a giustificare la visione dell’intero film e a farci togliere il cappello davanti al regista.
Nonostante il piacere di averlo visto, mi sento di consigliarlo solo a chi sia disponibile a stare al gioco e ad arrovellarsi almeno un po’ sui tanti significati sottesi

QUALCOSA È CAMBIATO

Due ore di Jack Nicholson, che importa che storia c’è sotto?
Una goduria totale.

UNDINE – UN AMORE PER SEMPRE

Nella prima scena, seduti a un bar di Berlino, lui la sta lasciando, lei gli dice adesso devo lavorare ma fra mezz’ora ho una pausa, torno qui, tu mi aspetti e mi dici che mi ami, altrimenti dovrò ucciderti.
Nell’immagine, Undine al lavoro mentre spiega ai visitatori l’evoluzione urbanistica di Berlino.
Beh, questi i fatti raccontabili dei primi sì e no 10 minuti, poi succedono tante cose, accompagnate, con discrezione, dal concerto per clavicembalo di Bach e da Alessandro Marcello.
Anzi, in effetti, succedono poche cose, che però qui sono irraccontabili. Bisogna vederlo, questo gioiellino onirico tedesco.
Non proprio per tutti i palati, ma chi lo apprezzerà lo amerà molto.
Cercherò altri film del regista, Christian Petzold.

AMSTERDAM

Jules et Jim, senza il triangolo amoroso, al servizio di una storia di mistero e omicidi e passione per gli uccelli e tentativo di golpe.
Leggo che un tentativo del genere ci fu, negli anni 30, e che questa è stata l’idea ispiratrice del film. Protagonisti bravissimi, il tono è leggero anche nelle situazioni più drammatiche, quasi da favola.Un limite è che troppo spesso il regista sente il bisogno di sottolineare “ecco, questi sono i cattivi, capito?”. È insomma, si, lo avevamo capito, mica siamo scemi, ok?

Godibile.

Russell è il regista anche dell’ottimo American Hustle, cercherò altri suoi film.

Passages

Come parlarne, senza raccontarlo?
Un triangolo amoroso? No, non lo si può definire così, non credo.
Una storia di passione? Di passioni? Nemmeno, per quanto le passioni ci siano e la sensualità sia più che coinvolgente, sia nelle scene etero che in quelle omo.
A dieci minuti dalla fine di questa storia ben girata, ottimamente recitata, credibile anche in certe situazioni al limite dell’assurdo, ho provato a mettermi dal punto di vista degli sceneggiatori, del regista e mi sono chiesto e adesso come cacchio la fate finire, questa storia?
Beh, forse nell’unico modo possibile.
Detto a posteriori, e confessando che avevo temuto il peggio..
Almeno un po’ di curiosità, per “Passages”?

ZNACHOR – L’Amore Dimenticato

Due ore e venti di un drammone polacco che non ti fa staccare dalla poltrona.
Un classico, con qualche stronzo e qualche infame più che con veri cattivi, e con un sacco di buoni, tutti al posto giusto e nessuno banale.

Tutto ma tutto è prevedibile eppure non è mai deludente che le cose vadano proprio come si sapeva da sempre che sarebbero andate. I colpi di scena affondano quando è il momento senza che mai ci sia bisogno della grancassa nè di squilli di tromba.

Che posso dire di più? Guardarlo potrebbe pure far sentire bene.
Ah: la storia è quella di un grande chirurgo che vaga da straccione alla ricerca di non sa che cosa perchè ha completamente perso la memoria.