Digger è un petroliere plurimiliardario che trascura gli allarmi sulle sue trivelle in Groenlandia finchè il disastro arriva.
Questa la premessa di una vicenda che si svolge su almeno tre diversi piani logico-temporali, che Inarritu padroneggia con sovrana maestria.
Tom Cruise domina lo schermo per tutte le due ore e ci sta come un grande attore che tiene la scena come Digger, come un attore che interpreta Digger e come un padre preoccupato per la figlia su un aereo fantasma.
Il Kubrik del dr Stranamore sta inevitabilmente sullo sfondo e Inarritu riesce a governare sia le tragedie verificatesi che quelle incombenti, sia nella realtà che nella finzione teatrale, con un’unica caduta di tono quando la regista ci dà, anche se con eleganza di sceneggiatura, uno spiegone generale che si sarebbe potuto risparmiare.
Non è piaciuto a tutti e posso capirlo, a me è piaciuto molto, in particolare per la regia e per l’interpretazione di Tom Cruise, che, anche trascurando Eyes wide shut, ci aveva già fatto vedere in Magnolia e in Tropic thunder di non essere solo il belloccio che fa film di avventura.
DIGGER


