Se lo avessi visto senza saperlo ci avrei messo poco a riconoscere la mano di Kean Loach, che ci racconta come l’arrivo di un gruppo di profughi siriani cambia la vita di una cittadina ex mineraria, con tutte le grettezze e le solidarietà che ci possiamo aspettare da questo regista, instancabile da tutta la vita dalla parte dei più deboli.
Un capolavoro no, un gran bel film si, riconoscibile senza mai essere del tutto prevedibile.
Lunga vita a Kean Loach.
THE OLD OAK

