Kaos

Mi sono gustato Jeff Goldblum nella parte di Zeus in un Olimpo degli anni sessanta del secolo scorso (i telefoni sono quelli con il disco da girare per comporre i numeri).

La mitologia greca, con gli dei dispettosi, infedeli, vendicativi, pronti a trasformarsi per ottenere i loro luridi scopi, che giocano con gli umani secondo ogni capriccio, che tradiscono senza ritegno, offre una quantità di spunti narrativi dai quali abili sceneggiatori hanno costruito alcuni filoni – qui la discesa all’Ade di Orfeo che vuole riportare in vita Euridice (Eury, ovviamente) – e che non sa di essere strumento di un più vasto complotto di cui non dico ma tanto non sono le trame a rendere piacevole questa serie quando le ambientazioni, i cambi di prospettiva, qualche trucidezza grottesca.

E, sopratutto, è godibile l’interpretazione di Jeff Goldblum, che rende tutte le sfumature di questo Zeus prepotente e bisognoso dell’affetto di chi umilia e tuttavia pieno di dubbi e insicurezze per una profezia che a ogni giro sembra voler significare qualcosa di diverso.

Mi pare quasi certo che ci sarà almeno una seconda serie.

IL PROBLEMA DEI 3 CORPI

Ho visto fino alla sesta di otto puntate e già posso dire che non ci sarà un finale e che si annuncerà un seguito di questa serie di fantascienza.
Dev’essere facile la vita degli sceneggiatori quando ci sono di mezzo quelli di un’altra civiltà lontana che saranno buoni o cattivi? Facile perchè dietro a una confezione lussuosa e a una discreta recitazione fanno passare qualsiasi incongruenza e vere assurdità, ma non nello spazio intergalattico, che lì qualcosa si potrebbe pure perdonare, no, nel nostro oggi.
Prevengo l’obiezione: ma se è così sei arrivato fino a sei puntate? Confesso: sono ben girate, fanno passare il tempo, niente di più.
Il che, almeno un pochino, dovrebbe farmi preoccupare. Adesso si tratta di decidere se finire con le ultime due.